giovedì 16 Luglio 2026

Bubbico (Thea-Ambrosetti): “9 pazienti su 10 pronti ai trial ma solo il 5% arruolato”

Di La Sintesi Online
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() – “Il documento presentato oggi nasce con un duplice obiettivo: da un lato offrire una fotografia aggiornata dello stato della ricerca clinica in ambito oncologico ed emato-oncologico in Italia; dall’altro individuare strategie per aumentare il coinvolgimento dei nelle sperimentazioni”. Lo spiega Rossana Bubbico, responsabile Think Tank dell’area Health and Life Sciences di The European House – Ambrosetti, nel suo intervento alla presentazione – oggi a Roma – del Working Paper ‘Protagonista della ricerca. Il paziente al dei trial in oncologia ed emato-oncologia’, realizzato da Teha con il contributo non condizionante di Amgen.  

“Numerosi studi dimostrano che una maggiore partecipazione dei pazienti rende la ricerca clinica più efficace. Tuttavia – sottolinea Bubbico – esiste un evidente paradosso: sebbene 9 su 10 si dichiarino disponibili a partecipare a uno studio clinico, in Italia solo il 5% dei pazienti oncologici adulti vi partecipa”. Per comprendere le ragioni di questa “bassa partecipazione dei pazienti trial”, il lavoro ha individuato “4 principali barriere”. La prima riguarda “gli aspetti regolatori e burocratici (tempi lunghi, procedure complesse, nell’applicazione delle che rallentano l’avvio dei trial), spesso complessi e disincentivanti”. La seconda è legata “alla comunicazione e al coinvolgimento dei pazienti, ancora insufficienti”. La terza riguarda “l’organizzazione del sistema, in particolare la carenza di figure professionali dedicate, come infermieri di ricerca e data manager, fondamentali per supportare i trial. Infine, emergono criticità anche sul piano operativo e gestionale dei percorsi di sperimentazione”. 

Accanto alle barriere, il documento individua anche “alcune leve già disponibili, ma ancora poco utilizzate in modo sistematico. Tra queste – sottolinea l’esperta – il coinvolgimento dei pazienti nei comitati etici, l’e-recruitment, l’impiego dell’intelligenza artificiale per semplificare i , ridurre la burocrazia e migliorare la qualità dei raccolti nei trial, e un maggiore utilizzo dei Proms (Patient-reported outcome measures), strumenti che permettono di raccogliere direttamente dai pazienti informazioni su esperienze dei pazienti, ed effetti collaterali. Si tratta di strumenti concreti – conclude Bubbico – che, se adottati in modo strutturale, possono migliorare significativamente la partecipazione dei pazienti e, di conseguenza, rendere la ricerca più accessibile, inclusiva ed efficace”.  

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