giovedì 16 Luglio 2026
Donald Trump_EPA_Ludovic Marin Pool

Trump crolla nei sondaggi: pesano la guerra con l’Iran e il carovita

L'ultima rilevazione di Washington Post-Ipsos mostra un presidente in forte difficoltà. Resiste nelle aree rurali e tra i maschi bianchi cattolici o evangelici, ma a meno di quattro mesi dalle elezioni di midterm è in calo costante per tutte le altre fasce socio-demografiche

Di Redazione
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Donald Trump scende al 37% di approvazione, mentre il 61% degli americani disapprova il suo operato. È il quadro del nuovo sondaggio Washington Post-Ipsos, che mostra un presidente in difficoltà su due fronti decisivi: la guerra con l’Iran e l’economia. Il dato è lo stesso registrato alla fine del suo primo mandato, dopo l’assalto al Congresso del 6 gennaio.

Bocciato sulla guerra con l’Iran

Il punto più debole è la gestione del con . Solo il 29% degli intervistati approva la linea di Trump sulla guerra lanciata il 28 febbraio. Gli americani non sembrano convinti né dall’obiettivo dichiarato di fermare il nucleare iraniano, né dalla promessa di riportare sui mercati energetici.
Il 66% ritiene che l’ del presidente non impedirà all’Iran di sviluppare l’arma atomica. E il 59% dubita che i negoziati intermittenti con Teheran possano riportare il della benzina ai livelli precedenti al conflitto.

Il pessimismo sull’economia

Anche l’economia, un tempo punto di forza di Trump, diventa una vulnerabilità. Il suo programma economico è approvato solo dal 33% degli intervistati. Due americani su tre pensano che l’economia peggiorerà nel prossimo anno, mentre il 59% ritiene che la propria famiglia non abbia possibilità concrete di migliorare il proprio stile di vita.
Il confronto con il passato, per Trump, è deprimente: nel 2018, durante il primo mandato, il 65% degli intervistati rispondeva positivamente alla stessa domanda. Ora il 43% dice di trovarsi in condizioni finanziarie peggiori rispetto alla presidenza Biden.

Il problema del carovita

A pesare è soprattutto il carovita. Il 66% degli americani definisce «inaccessibili» i prezzi dei beni alimentari. Sul fronte della benzina, il malcontento resta alto: questa settimana il prezzo medio è a 3,89 dollari al gallone, dopo il picco di 4,56 registrato a maggio. Prima dell’inizio del conflitto con l’Iran era intorno a 2,93 dollari.
La promessa di Trump di usare la pressione militare e diplomatica per ridurre i prezzi non convince la degli elettori. La guerra viene invece percepita come il principale fattore di instabilità.

In calo anche tra gli elettori indipendenti

La del pugno duro contro gli resta il terreno relativamente meno negativo per Trump, con un’approvazione al 40%. Ma anche qui il dato è in discesa: all’inizio del secondo mandato era al 50%.
Il problema per i repubblicani è che il calo non riguarda solo gli elettori democratici. Tra i repubblicani più convinti Trump resta forte, con l’81% di approvazione. Ma tra quelli più vicini agli indipendenti scende al 52%. Tra gli indipendenti veri e propri crolla al 19%.

Le di midterm di novembre

Trump resta competitivo solo nel suo elettorato più fedele. È al 53% tra gli adulti delle aree rurali e tra gli uomini bianchi senza laurea, al 57% tra i cattolici bianchi e al 70% tra gli evangelici bianchi.
È lo zoccolo duro Maga. Ma non è sufficiente per vincere. Secondo gli analisti del Washington Post, il minore entusiasmo tra repubblicani e indipendenti può diventare un problema serio per il partito in vista delle elezioni di midterm di novembre, quando si giocherà il controllo del Congresso. E la leadership di Trump potrebbe uscirne azzoppata.

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