lunedì 31 Agosto 2026

Iran, Vaez (Crisis Group): “Intesa crollata a causa ambiguità, rischio escalation che si auto-alimenta”

Di La Sintesi Online
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() – La ripresa dello scontro tra Iran e Stati Uniti dimostra i limiti dell’intesa raggiunta nei mesi scorsi, costruita su “ambiguità” che hanno permesso un temporaneo, ma che non hanno risolto le questioni di fondo. Per Ali Vaez, del programma Iran dell’International Crisis Group, la battaglia sullo Stretto di Hormuz non rende superato il negoziato sul nucleare, ma al contrario ne aumenta l’urgenza. In un’intervista all’Adnkronos, l’analista mette in guardia dal rischio di una spirale di escalation incontrollabile, con la possibilità che il non solo si allarghi agli altri della regione, ma si “auto-alimenti”. 

La ripresa dello scontro armato tra Iran e Stati Uniti: quali fattori l’hanno determinata?
 

“Il memorandum è fallito perché ha nascosto le divergenze strategiche invece di risolverle. L’ambiguità che aveva contribuito a raggiungere l’accordo alla fine ha contribuito anche al suo collasso. Le questioni fondamentali tra le due parti sono rimaste irrisolte e questo ha reso l’intesa estremamente vulnerabile”. 

Ha ancora senso parlare di negoziati sul programma nucleare iraniano o la partita si gioca ormai esclusivamente sullo Stretto di Hormuz?
 

“Paradossalmente, i combattimenti sullo Stretto di Hormuz rafforzano la necessità della diplomazia nucleare. Nessuna delle due parti è probabilmente in grado di migliorare la propria posizione negoziale attraverso la in modo significativo o sostenibile. Il confronto non risolve le divergenze strategiche che sono alla base della crisi”. 

è in grado di sostenere politicamente un conflitto lungo ma a bassa intensità o la situazione attuale offre un vantaggio strategico all’Iran?
 

“Nessuna delle due parti ha un vantaggio chiaro. L’Iran ritiene che l’aumento dei dell’energia finirà per indebolire il sostegno politico a Trump, mentre Washington ritiene che una pressione militare ed economica prolungata finirà per logorare Teheran. Entrambe potrebbero però sopravvalutare la propria capacità di resistenza”. 

Crede che il conflitto possa nuovamente allargarsi a ed eventualmente alle monarchie del Golfo?
 

“Il pericolo non è solo un’escalation orizzontale, cioè il coinvolgimento di nuovi attori, ma un’escalation che si autoalimenta. Quando entrambe le parti arrivano alla convinzione che una guerra più ampia sia inevitabile, iniziano a compiere passi che rendono quella guerra inevitabile. È questa la dinamica più pericolosa in questo momento”. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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