lunedì 31 Agosto 2026

«Temperature roventi nelle carceri. Detenuti e agenti allo sfinimento»

Il caldo diventa insostenibile nelle prigioni sovraffollate e senza ventilazione sufficiente. Le consigliere in Piemonte Marro e Ravinale (Avs) chiedono al presidente Cirio di intervenire

Di Redazione
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Le consigliere regionali di in , Giulia Marro e Alice Ravinale, hanno chiesto lo stato di emergenza per l’aumento delle temperature che ha messo in ginocchio le carceri. Non solo per i detenuti che si trovano in una condizione di disagio, costretti in uno spazio ristretto e bollente, ma anche per gli agenti penitenziari e il personale operativo. «Il presidente Alberto Cirio attivi un piano straordinario», si legge nel comunicato, «utilizzando la approvata la settimana scorsa».

Non solo, Marro e Ravinale specificano: «Nelle tredici carceri piemontesi sono ospitate circa 4.500 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 3.900 . Il caldo si abbatte su strutture sovraffollate, spesso prive di un adeguato isolamento termico, con celle senza doccia, ventilazione insufficiente e cortili in cemento scarsamente ombreggiati. Nelle stesse condizioni lavorano per ore agenti della penitenziaria, operatori sanitari, educatori e personale amministrativo». Lo evidenzia l’opposizione nell’interrogazione relativa ai fondi ricevuti dallo Stato, di cui però non si conosce l’utilizzo.

Le due consigliere hanno chiesto quindi di convocare un con la Regione Piemonte, le aziende sanitarie, il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria e i Garanti delle persone private della libertà e rappresentanze del personale, per discutere di interventi immediati che possano alleviare le conseguenze dell’aumento delle temperature nelle carceri piemontesi. Questo includerebbe controlli , organizzazione delle attività nelle ore meno calde, maggiore accesso a docce e ventilatori, così come l’installazione di e punti di distribuzione di acqua fresca, nonché l’allestimento di luoghi di riposo. Nel frattempo, il ministero della Giustizia ha confermato di aver già destinato 800 mila euro per l’acquisto di frigoriferi, ventilatori e pozzetti refrigeranti. Soluzioni che, fino a oggi, erano a carico delle famiglie e delle benefiche.

Marro e Ravinale quindi concludono: «Da oggi Cirio non può sostenere di non conoscere il rischio. Le celle sovraffollate stanno diventando forni e i reparti penitenziari luoghi di insalubri. Il presidente Cirio ha oggi uno strumento regionale appena approvato: lo utilizzi e assuma la responsabilità di coordinare una risposta immediata».

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