lunedì 28 Settembre 2026
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Firme contro Barelli: ecco il secondo passo per far cadere Tajani

Scontro interno agli azzurri dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia: cresce la pressione sul capogruppo alla Camera e si apre il nodo della leadership

Di Redazione
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C’è tensione in Forza Italia e il clima resta carico di nervosismo. Alla Camera prende quota la raccolta firme contro il capogruppo Paolo Barelli, segno di un malessere che non si ferma dopo la disfatta referendaria e che ora punta dritto vertici parlamentari. Sono ventotto i deputati pronti a chiedere un cambio alla guida del gruppo, convinti che serva una svolta dopo il risultato del e le tensioni delle ultime settimane. Tra i nomi che circolano per una possibile sostituzione c’è quello di Deborah Bergamini, ma restano in campo anche Alessandro Cattaneo e . La partita è aperta e il rischio di nuove fratture resta alto.

Questo passaggio ricorda da vicino quanto accaduto al Senato nelle scorse settimane. La scossa più forte, infatti, è arrivata quando quattordici senatori hanno chiesto le dimissioni di Maurizio Gasparri da capogruppo. Una scelta che ha portato all’elezione di Stefania con il della famiglia Berlusconi e che ha segnato l’inizio di una fase nuova dentro il partito.

Il cambio di guida

In questo quadro si inserisce anche il del vertice tra il segretario Antonio e Marina Berlusconi. L’incontro, atteso per chiarire la linea e l’organizzazione del partito, si terrà dopo Pasqua. Dietro a questi movimenti c’è un chiaro fattore politico. L’amministratore delegato di Mondadori sta valutando un cambio per la guida del partito e osserva con attenzione quello che accade nei gruppi parlamentari. Prima le dimissioni di Gasparri al Senato e ora le possibili dimissioni di Barelli alla Camera vengono lette da molti come passaggi che indeboliscono la posizione di Tajani. L’idea di una nuova leadership, capace di rilanciare Forza Italia dopo la sconfitta referendaria, inizia a farsi strada. E il vero confronto, più che sui singoli incarichi, riguarda il stesso del partito.

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