Elly Schlein è la scelta migliore per guidare l’Italia? La vittoria del “No” al referendum sulla Giustizia ha regalato al campo progressista una rinnovata energia e la consapevolezza che la sconfitta di Giorgia Meloni alle prossime elezioni Politiche è possibile. Dopo i primi giorni di entusiasmo, però, il centrosinistra ha fatto i conti con la realtà: le primarie per scegliere il candidato premier potrebbero essere un’arma a doppio taglio.
Mettere a confronto la segretaria del Pd, Elly Schlein, e il presidente del M5S, Giuseppe Conte, provocherebbe più difficoltà che benefici. La coalizione rischierebbe di frantumarsi proprio nel momento in cui c’è bisogno di maggiore unità. La soluzione dunque deve essere un’altra. La leader dem ha escluso la possibilità di “un federatore o un Papa straniero”, forte della convinzione di essere la scelta migliore per la sfida contro Meloni.
Qualcuno, però, offre una soluzione alternativa. “Schlein ha 20 anni meno di Conte e una lunga storia tutta davanti a sé, non mi butterei nel burrone delle primarie“, ha sottolineato il giornalista Paolo Mieli, ricordando che le primarie del Pd si dividono tra quelle “da incoronazione”, ovvero con una scelta tra i leader di partito, o “da competizione vera”. Queste però “lasciano ferite”.
I rischi di Schlein premier
Il riferimento è ai precedenti, come quello tra Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani, che hanno lasciato “insanabili rancori” tra coloro che da alleati sono passati improvvisamente ad avversari. Il pericolo è che una situazione simile si ripresenti a scapito di una coalizione che ha forti possibilità di vittoria. Mieli ha quindi ipotizzato che a Schlein e al Pd convenga rimanere fermi sui punti più qualificanti del programma del campo progressista, lasciando però a Conte l’onere della sfida con Meloni.
Il Presidente pentastellato ha il vantaggio di aver già ricoperto il ruolo di premier, per lo più alla guida di una maggioranza a cui hanno partecipato Pd e M5S, e di avere posizioni più concilianti con l’elettorato moderato e con il ceto delle competenze. Schlein non incorrerebbe nei rischi di una campagna elettorale prematura, continuando a imparare a gestire questi ruoli, preparandosi con saggezza a un futuro più brillante e soprattutto utile.
Leggi anche: Meloni blinda il governo: no a voto anticipato e rimpasto
Seguite La Sintesi sui nostri social!
