lunedì 28 Settembre 2026

Putin mette al bando Memorial, storica ong per i diritti umani

La Corte Suprema russa ha ufficialmente classificato come "organizzazione estremista" la ong Premio Nobel per la Pace 2022

Di Silvia Forconi
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Mosca continua la sua strategia per impedire qualsiasi tentativo di opposizione. Oggi la Corte Suprema russa ha classificato Memorial, l’ Premio per la Pace nel 2022, come un’organizzazione “estremista“. Da questo momento, qualunque cittadino russo che collabori con la rete internazionale della ong, effettui donazioni o condivida i suoi contenuti sui social media rischia l’incriminazione penale e pesanti sanzioni legali.

Fondata alla fine degli anni ottanta da un gruppo di rappresentanti della dissidenza sovietica tra cui Oleg Orlov (incarcerato nel 2024 per aver protestato contro la guerra in e rilasciato in uno scambio di prigionieri con gli Stati Uniti alcuni mesi dopo) e il dissidente sovietico Andrei Sakharov (Nobel per la Pace nel 1975). La ong si era vista riconoscere il Nobel per la Pace nel 2022, pochi mesi dopo l’inizio dell’offensiva russa contro l’Ucraina, per il suo lavoro svolto insieme all’attivista bielorusso Ales Bialiatski, allora incarcerato, e al ucraino per le Civili. Tuttavia, con l’avvento della presidenza di Vladimir Putin, l’organizzazione ha ampiamente documentato la sua deriva autoritaria, denunciando le violazioni dei umani nelle guerre in Cecenia e in Siria e seguendo da vicino la situazione dei prigionieri di guerra ucraini.

Nel 2015 Memorial era stata inserita nel registro governativo degli “agenti stranieri”, che impone a individui o gruppi di rivelare le fonti di finanziamento e di contrassegnare tutte le pubblicazioni, compresi i sui social media, con un’apposita etichetta.
Oggi la decisione della Corte Suprema è stata definita ‘illegittima’ dai vertici di Memorial, che hanno parlato di ‘una nuova fase di sulla società civile russa.

Il costo umano pagato dai membri della ong è già altissimo, segnato da tragedie come l’omicidio di Natalya Estemirova o la detenzione dello storico Yury Dmitriyev. Nonostante lo scioglimento formale avvenuto già nel 2021 e il congelamento dei conti bancari, Memorial aveva continuato a operare a uffici satellite all’estero, ma quest’ultima etichetta di “estremismo” punta a isolare completamente l’organizzazione dalla popolazione russa, trasformando ogni forma di sostegno in un reato contro lo Stato.

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