lunedì 28 Settembre 2026
Adolfo Urso convoca tavolo nazionale

“Iran? Negoziati falliti perché mancava il vino”. La surreale tesi del ministro Urso

Gli accordi di pace sarebbero saltati perché le delegazioni non si sono riunite "intorno a una tavola imbandita"

Di Maria Vittoria Ciocci
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“Purtroppo è mancato il a Islamabad e questo ci fa riflettere”. Il ministro del Made in Italy Adolfo Urso ha una visione tutta sua del colloquio che ha l’incontro delle di Washington e Teheran in Pakistan. “Il fondamentalismo islamico proibisce l’utilizzo del vino – continua – se ci fosse stato i negoziatori sarebbero più consapevoli di cosa significa convivere nel mondo”.

E aggiunge: “Il vino è nella storia della civiltà del nostro Paese l’elemento centrale. Una volta gli accordi di pace si siglavano intorno a una tavola imbandita, perché creava il clima giusto”. Ha sentenziato così, intercettato da The Journalai durante il Vinitaly. Forse un modo goffo di sponsorizzare i prodotti nostrani, ma che si è tradotto in una diventata in poco tempo virale in rete.

Tra i commenti degli utenti, non ha resistito neppure il leader di Italia Viva Matteo Renzi: “Ormai Urso è oltre ogni immaginazione. Ma perché la Meloni non lo ha lasciato in Iran, dove pure lui si trovava così bene prima che lo riportasse al Senato?”.

Ma il ministro del Made in Italy non è l’unico a ritenere imprescindibile la presenza di vino e prelibatezze durante le discussioni diplomatiche. Nel del 2024, in occasione dell’evento Divina Nazione, il ministro della Agricoltura aveva affermato: “Quante guerre non ci sarebbero state di fronte a cene ben organizzate?”. Insomma, il segreto sta tutto lì: prendere le delegazioni per lo stomaco. Gli interessi nazionali poco importano.

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