lunedì 15 Giugno 2026

Ungheria: perché la sconfitta di Orbán è un avvertimento per i partiti pro-Trump dell’Ue

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – La di alle elezioni politiche in ieri potrebbe “costringere i partiti ideologicamente vicini ai Maga, come Alternative für Deutschland o Rassemblement National, a riconsiderare quanto strettamente vogliano allinearsi a Trump. Nel contesto attuale, soprattutto dopo le sue controverse decisioni in politica estera, una simile associazione potrebbe rivelarsi più un peso che un vantaggio”. Lo sottolinea Pawel Zerka, ricercatore senior in politiche pubbliche dello European Council on Foreign Relations (Ecfr). 

Questo, prosegue, “dovrebbe essere un momento di fiducia per le forze filoeuropee di tutto il continente: non sono impotenti di fronte all’immagine politica di Trump”.  

Sebbene le elezioni ungheresi, continua, “siano state percepite in tutta come altamente simboliche, con chiare implicazioni per l’Ue, è meno certo che gli elettori ungheresi le abbiano vissute principalmente come un voto ‘europeo’. I nostri pre-elettorali suggeriscono che le questioni interne concrete, corruzione, debole, servizi pubblici scadenti, sono state decisive. Eppure, al di là di queste preoccupazioni, potrebbe esserci un’aspirazione più profonda: che l’Ungheria torni a essere un Paese europeo ‘normale’. Un Paese che cresca in linea con i suoi vicini, che benefici pienamente del sostegno dell’Ue e che non sia più politicamente isolato”. 

Per Zerka, “queste elezioni potrebbero segnare una vera svolta per la guerra di Trump in Europa. Negli ultimi due anni, Trump ha cercato di proiettare la sua influenza politica in tutto il continente, sostenendo alleati ideologici, attaccando gli oppositori e minando la fiducia nella stessa Ue. L’Ungheria di Viktor Orbán è stata al centro di questa strategia, spesso additata come modello di ‘sovranista’ contro la corrente liberale dominante. Eppure, nonostante il sostegno dell’ultimo minuto, come la visita di Jd Vance a Budapest e le promesse di ingenti statunitensi, la strategia è fallita. Gli elettori ungheresi non si sono lasciati convincere”, conclude. 

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