Oltre 30 milioni di cittadini italiani, pari a circa il 51% dei residenti, si spostano ogni giorno per motivi di studio o di lavoro, alimentando un sistema di mobilità sistematica che rappresenta il 58% dei tragitti quotidiani totali. È quanto emerge dal primo rapporto dell’Osservatorio MOBISCO, progetto del MOST – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, presentato a Milano presso il Palazzo Giureconsulti il 14 aprile 2026. I dati indicano una crescita rispetto ai 28,8 milioni del 2011, evidenziando una predilezione marcata per il mezzo privato, scelto dal 70% degli occupati, a fronte di un trasporto pubblico che si ferma al 17%. Secondo Stefano Riazzola, Capo Dipartimento per i trasporti e la navigazione del Ministero dei Trasporti, “Dopo la pandemia il dato sulla mobilità sistematica è cambiato e richiede nuove chiavi di lettura. Lo smart working e le nuove modalità di lavoro hanno modificato i comportamenti. Serve quindi aggiornare strumenti di analisi e interpretazione.”.
Geografia dei flussi e il dominio dell’automobile
L’analisi fotografa un’Italia in movimento composta da 10 milioni di studenti e oltre 24 milioni di lavoratori. Esistono tuttavia profonde differenze regionali: se al Nord la mobilità professionale incide per il 71% degli spostamenti sistematici, al Sud è la componente scolastica a pesare maggiormente con il 35%. Un dato rilevante riguarda il 42,5% degli utenti che varca i confini del proprio comune di residenza, fenomeno particolarmente diffuso in Lombardia (57%) e Veneto (54%), mentre cala drasticamente in Lazio e Sicilia (27%). L’automobile resta il perno del sistema per 18 milioni di individui: tra i lavoratori, il 73,7% usa solo mezzi privati e appena il 7% si affida esclusivamente al trasporto pubblico. Nelle aree urbane minori del meridione si riscontrano i tassi più alti di utilizzo dell’auto privata, mentre la bicicletta rimane una peculiarità del Nord-Est.
Mobilità scolastica e l’impatto ambientale degli universitari
Il settore della formazione mostra dinamiche peculiari: se il 28% degli studenti della scuola dell’obbligo pratica la mobilità attiva a piedi, l’uso dello scuolabus rimane marginale, coprendo solo il 3-4% della domanda. La sfida maggiore riguarda gli studenti universitari, i quali percorrono in media 28 km al giorno, generando un’impronta ambientale di circa 5,12 kg di CO2 per un tragitto di andata e ritorno. In questa categoria, il treno è il mezzo più apprezzato (51,4%), seguito dal Trasporto Pubblico Locale (26,7%). Tuttavia, solo l’8% degli universitari si sposta a piedi o in bici, ostacolato dalle distanze elevate e dalla frammentarietà dei percorsi ciclabili e pedonali in diverse zone del Paese.
Sicurezza stradale e strumenti di supporto decisionale
Il report lancia un allarme sul fronte della sicurezza: nel 2025 le denunce di infortunio in itinere sono state 99.939, in aumento rispetto alle 96.835 del 2024, con 293 sinistri mortali. Anche tra gli studenti si registra un incremento degli incidenti nel tragitto casa-scuola, passati da 2.011 a 2.181 (+8,45%). Per fronteggiare queste criticità, MOBISCO si propone come una piattaforma di supporto alle decisioni (DSS). Come spiegato da Matteo Colleoni, Coordinatore Scientifico di MOBISCO e docente all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, “Oggi questi dati esistono ma sono spesso frammentati: MOBISCO nasce proprio con l’ambizione di metterli in relazione, farli ‘parlare’ e costruire una sintesi capace di restituire una lettura più completa della domanda e offerta di mobilità quotidiana sistematica.”. All’iniziativa partecipano numerosi enti tra cui ANCI, INAIL Lombardia, ISTAT, ISPRA e vari atenei come il Politecnico di Bari e l’Università degli Studi di Catania.
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