La pausa pranzo è diventata un lusso che il classico buono pasto non riesce più a coprire. Secondo l’ultima ricerca realizzata da Ipsos Doxa per Pluxee Italia, pubblicata oggi 27 aprile, il divario tra il valore dei ticket e il costo reale del pasto è molto alto. Oggi il buono pasto medio copre appena il 46% della spesa necessaria per pranzare.
I numeri del rincaro
In Italia, il costo medio di una pausa pranzo si attesta a 15,10 euro, con il prezzo di un menù completo che arriva fino a 21,10 euro. Anche chi sceglie l’asporto per risparmiare tempo e denaro deve fare i conti con i rincari, con un semplice panino che costa in media 7,90 euro, già oltre il valore del buono pasto standard (attorno ai 7 euro). Se si opta per un secondo piatto da asporto, si arriva a 12,70 euro.
L’indagine evidenzia anche differenze tra le varie aree del Paese. Il Nord Est si conferma la zona più cara con picchi fino a 22,30 euro per un pasto, seguito dal Centro con 21,40 euro e dal Nord Ovest con 21,20 euro. Sud e Isole restano invece leggermente sotto la soglia dei 20 euro, fermandosi a una spesa massima di 19,90 euro.
Oggi lo scarto tra il valore del buono pasto e i prezzi del menù pesa molto sulle tasche dei lavoratori. Per le aziende, però, alzare i ticket è un’occasione concreta per tenersi stretti i dipendenti. In un momento così caro, ritoccare i buoni è l’aiuto più apprezzato dai lavoratori che mangiano fuori ogni giorno.
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