giovedì 13 Agosto 2026
Inflazione e rincari ph pixabay

La guerra in Iran fa schizzare di un punto l’inflazione in Italia

L'Italia importa grandi quantità di gas, per cui la guerra nel Golfo pesa di più rispetto ad altre realtà europee

Di Laura Laurenzi
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La guerra in Iran rischia di far pagare all’ prezzi ben più alti rispetto ad altre Nazioni europee. Secondo una stima di Oxford Economics, l’inflazione del nostro Paese potrebbe registrare un +1% entro la fine dell’anno rispetto alle stime precedenti. Inoltre, l’indice dei prezzi aumenterebbe oltre il 3%.

Il primo aumento provocato dalla guerra in Iran ha riguardato proprio petrolio e gas, ponendo in una situazione complessa. Se in Europa l’effetto stimato sull’inflazione è del +0,4%, l’Italia risulta la Nazione con la sui prezzi più intensa. Questo a causa del suo strutturale di energia.

Paesi che producono ed esportano energia hanno impatti limitati: per gli Usa si stima un +0,2%, mentre per Canada e si prospetta addirittura una del Pil.  L’Italia è più esposta perché importa grandi quantitativi di gas. Quindi, con la guerra nel Golfo che di interrompere le catene di dei commerci, aumenta l’incertezza e arrivano i rincari. Molte rotte commerciali tra Asia ed Europa attraversano il , per cui le deviazioni dovute al traffico ridotto nello provocano costi di spedizione più alti.

L’Italia paga le conseguenze del mancato reshoring, ovvero il ritorno in Patria delle produzioni trasferite all’estero per abbassare i costi di produzione. Una mancanza che oggi sembra più costosa che mai. La speranza è che, se il conflitto dovesse interrompersi velocemente, queste conseguenze resteranno provvisorie.

Leggi anche: Caro energia: la guerra in Iran accelera il piano Ue su sgravi e rinnovabili

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