giovedì 13 Agosto 2026

L’Orchestra del Paese Immobile, 14 inediti in dialetto velletrano tra il sinfonico e il punk

Di La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

() –
‘L’ del Paese Immobile’ sceglie il dialetto velletrano per raccontarsi in con l’omonimo album di esordio. Il dialetto diventa un passepartout per rompere i del mondo anziché un limite e torna a nuova grazie a sonorità contemporanee. Il disco, pubblicato su etichetta La Grande Onda e distribuito da Believe e Laziale (per il cd fisico), consta di quattordici poesie in dialetto, 14 canzoni inedite che raccontano le storie della città plurimillenaria di Velletri. Brani che parlano il linguaggio del mondo; quasi fosse un unico dialetto globale comprensibile da tutti. Un disco in movimento che oscilla tra un approccio sinfonico e il puro punk. Gli strumenti popolari dialogano con batteria, drum machine e sintetizzatori; gli archi e gli strumenti a fiato sono sia protagonisti che comprimari mentre gli arpeggi delle chitarre si trasformano in distorsioni psichedeliche. 

I 25 musicisti, il coro i tecnici, i videomaker, i , la produzione e gli artisti che collaborano con l’Orchestra del Paese Immobile, vivono tutti a Velletri: appartenenti a generazioni completamente diverse, professionisti e amatori, vogliono creare un nuovo modo di intendere la tradizione, più vicina alla società di oggi e soprattutto a quella di domani. La musica intesa come dialetto universale dove questa varietà linguistica diventa uno strumento straordinario per parlare d’ e di coscienza civile. Sui loro social, a breve le date del estivo. 

spettacoli

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata