giovedì 13 Agosto 2026

“Un giorno credi”: Il libro di Luca Maurelli svela la vera storia dell’inno generazionale di Patrizio Trampetti

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Un giorno credi” non è una , ma un al dell’uomo che negli Anni Settanta – e ancora oggi – cercava una propria identità tra le lusinghe accecanti delle ideologie e l’utopia fragile di un mondo migliore. Quel brano, scritto da Patrizio Trampetti, musicato e pubblicato da Edoardo Bennato nell’ del 1973 nell’album “Non farti cadere le braccia” e nel successivo “I buoni e i cattivi”, ancora oggi, a distanza di 53 anni, è noto, ascoltato, commentato e citato sui modernissimi social. Perché? Qual è il segreto di quella canzone scritta in una stanzetta di via Belvedere, nel quartiere borghese del Vomero, nel 1972, da un giovanissimo Patrizio Trampetti, alle sue prime esperienze con la Nuova Compagnia di Canto Popolare? 

Luca Maurelli, giornalista e scrittore napoletano, in “Un giorno credi. Patrizio Trampetti e la vera storia dell’inno di una generazione che voleva cominciare da zero” (Jack Edizioni, pp 171, 10 Euro), prova a “viaggiare” in quel testo e in quegli anni parlandone con l’autore e recuperando tracce e di quel periodo di passioni, lotta e lutti. Il pupillo di Roberto De Simone, che sembrava destinato a una carriera da rock star, ancora oggi suona, recita, scrive e sperimenta, ma non rinuncia a fornire nuove interpretazioni anche di quel “ ” che nella canzone, arrangiata magistralmente da De Simone con il sorprendente utilizzo del trombino barocco, racconta di rimpianti, ricorsi, sliding doors e momenti di e di resurrezione personali. Tra musica e politica, tra guerre inutili e pacifisti disarmati, tra destra e sinistra, tra Berlinguer e Almirante, il libro di Luca Maurelli ci parla di sogni, ideali e delusioni dei giovani di ieri e di oggi. “Un omaggio a questo paroliere, musicista, attore e ricercatore di suoni etnici, come Trampetti, era doveroso anche nel 50esimo anniversario del debutto della Gatta Cenerentola al festival dei Due Mondi, che lo aveva visto protagonista di quel capolavoro portato al successo da De Simone”, spiega Luca Maurelli. 

“In queste pagine troverete non solo il giovanissimo Trampetti che ci invitava a ‘credere’ ma anche l’uomo che non vuole essere ricordato a tutti i costi, che non ha inseguito successo, popolarità, soldi, ma solo la sua passione, il suo istinto dietro al Pifferaio magico: la musica, che con Napoli fa binomio”, scrive Lucilla Parlato nel suo preludio-prefazione. Il libro anticipa un cortometraggio realizzato da Luca Maurelli che sarà presentato entro l’estate ed esce in contemporanea con la pubblicazione del nuovo album di Patrizio Trampetti, “Anime delle due Sicilie”, per l’etichetta Laboratori di , con Alfio Antico, Jennà e Amedeo Ronga. 

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