giovedì 13 Agosto 2026
Giorgia Meloni e Donald Trump. EPA_Yoan Valat

Meloni cerca l’intesa con Trump ma pesa il dietrofront sugli investimenti militari

L’obiettivo della premier al G7 di Evian è riallacciare i rapporti con gli Usa. Rimane però la decisione di non aderire al programma SAFE

Di Maria Vittoria Ciocci
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Il G7 di Evian-les-Bains si presenta come un’occasione d’oro per la premier . Che ha un obiettivo: riallacciare i rapporti con il Presidente Usa Donald Trump. Il borgo sul lago di Ginevra farà così da location per il primo faccia a faccia dopo l’attacco frontale del tycoon dello scorso 14 . Sul tavolo ci sono diversi dossier: dalla , al conflitto mediorientale, passando per il nodo delle spese per la difesa.

Su quest’ultimo punto, Meloni ha dovuto sedare i malumori interni all’esecutivo, nati dalle divergenze tra il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. La crepa si è creata in seguito alla decisione di Palazzo di non aderire al piano SAFE.

Una scelta che nasce non solo dal ritardo sulla richiesta, la cui scadenza era fissata lo scorso – d’ora in avanti saranno accettabili solo gli investimenti congiunti con un altro Paese UE o con l’Ucraina –, ma anche dalla possibilità di accettare sì i 5 miliardi previsti dal piano, ma tagliando al contempo le spese per la difesa. Su questo Crosetto è stato irremovibile, pena le . Tanto da ottenere un aumento delle spese sul dello 0,35%, che verrà inserito nella Legge di Bilancio 2026.

Il dibattito sul riarmo è un problema per Meloni, soprattutto in prospettiva dell’incontro con Trump, che aveva chiesto ai Paesi Nato di destinare il 5% del Pil negli . Ma assecondare il tycoon, in questo momento, potrebbe costarle la presidenza del Consiglio. La per i cittadini italiani ora è risolvere il nodo della crisi energetica. Se proprio si vuole investire nella sicurezza quindi, bisogna dare priorità alle criticità interne.

E infatti su questo ha puntato la premier – anche per rassicurare l’alleato Matteo Salvini, che teme il sorpasso di Roberto Vannacci –, la quale in Aula ha spiegato che l’aumento registrato dello 0,71% sul Pil è appunto destinato agli investimenti sulla sicurezza interna del Paese. Così facendo potrà comunque vantare il 2,8% degli investimenti militari, quando ad Ankara si terrà il vertice Nato.

Nel frattempo, il ministro della Difesa è tornato a commentare quanto accaduto nelle ultime ore su X: “Chiunque mi conosca sa perfettamente che non minaccerei mai le dimissioni. Se ne rilevassi la necessità, le darei e basta. Ma dopo aver provato fino all’ultimo a dare battaglia per le cose che credo giuste”.

E tra le battaglie dell’esecutivo, e in particolare della premier, c’è sicuramente riconquistare la di Donald Trump.

Leggi anche: Il G7 di Meloni: migranti, Libano e il faccia a faccia con Trump

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