giovedì 13 Agosto 2026
Piantedosi e Salvini

Piantedosi: “Salvini ministro dell’Interno? Ne prenderei atto e lavorerei fino alla fine con il massimo impegno”

Il titolare del Viminale per il momento rimane "imperturbabile". Così dico i suoi collaboratori. Ma la Lega insiste: "La sostituzione arginerebbe Vannacci"

Di Redazione
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Da giorni si vocifera della di Matteo Piantedosi alla guida del Viminale con il Matteo Salvini. Qualora la Meloni concedesse il via libera per il cambio di passo, il ministro ha garantito che comunque svolgerà fino alla fine il suo lavoro “con il massimo impegno e con un orizzonte progettuale di legislatura”.

Il pressing della Lega però non gli va giù e neppure la battuta del ministro dell’ Giancarlo Giorgetti, che durante l’ del partito ha affermato: “Quando parla in Consiglio dei ministri non sempre lo capisco”. Il comportamento degli esponenti del è inusuale, considerando che furono loro a indicare a Meloni il nome di Piantedosi come ministro dell’Interno, ma evidentemente l’ascesa di Roberto Vannacci fa troppa paura.

Per i leghisti, l’unico modo per arginarlo è dare colore politico al tema della sicurezza e quindi affidare nuovamente la guida del Viminale a Salvini. Il rapporto tra i due però rimane buono. Il Corriere della Sera parla di “interlocuzione continua”, mentre i collaboratori di Piantedosi lo definiscono “imperturbabile” e “animato da autentico ed esclusivo spirito di servizio”.

“Vannacci, ndr – non è un problema nostro”, insistono dalla Lega, “ma di tutto il , a partire da Meloni”. Ma ciò che i salviniani propongono implicherebbe inevitabilmente la formazione di un Meloni bis prima del tempo e l’azzeramento del record di longevità tanto caro alla premier. Per il momento, quindi, nulla da fare. E il muro arriva anche dal vicepremier Antonio , che ha chiarito: “Salvini al Viminale? Non è all’ordine del giorno”.

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