giovedì 13 Agosto 2026
Piantedosi e Salvini

Piantedosi: “Salvini ministro dell’Interno? Ne prenderei atto e lavorerei fino alla fine con il massimo impegno”

Il titolare del Viminale per il momento rimane "imperturbabile". Così dico i suoi collaboratori. Ma la Lega insiste: "La sostituzione arginerebbe Vannacci"

Di Redazione
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Da giorni si vocifera della sostituzione di Matteo Piantedosi alla guida del con il Matteo Salvini. Qualora la premier Meloni concedesse il via per il cambio di passo, il ministro ha garantito che comunque svolgerà fino alla fine il suo lavoro “con il massimo impegno e con un orizzonte progettuale di legislatura”.

Il pressing della Lega però non gli va giù e neppure la del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che durante l’ultimo consiglio federale del partito ha affermato: “Quando parla in Consiglio dei ministri non sempre lo capisco”. Il comportamento degli esponenti del Carroccio è inusuale, considerando che furono loro a indicare a Meloni il nome di Piantedosi come ministro dell’Interno, ma evidentemente l’ascesa politica di fa troppa paura.

Per i leghisti, l’unico modo per arginarlo è dare colore al tema della sicurezza e quindi affidare nuovamente la guida del Viminale a Salvini. Il rapporto tra i due però rimane buono. Il parla di “interlocuzione continua”, mentre i collaboratori di Piantedosi lo definiscono “imperturbabile” e “animato da autentico ed esclusivo spirito di servizio”.

“Vannacci, ndr – non è un problema nostro”, insistono dalla Lega, “ma di tutto il Governo, a partire da Meloni”. Ma ciò che i salviniani propongono implicherebbe inevitabilmente la formazione di un Meloni prima del e l’azzeramento del record di longevità tanto caro alla premier. Per il momento, quindi, nulla da fare. E il muro arriva anche dal vicepremier , che ha chiarito: “Salvini al Viminale? Non è all’ordine del giorno”.

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