lunedì 15 Giugno 2026
Piantedosi e Salvini

Piantedosi: “Salvini ministro dell’Interno? Ne prenderei atto e lavorerei fino alla fine con il massimo impegno”

Il titolare del Viminale per il momento rimane "imperturbabile". Così dico i suoi collaboratori. Ma la Lega insiste: "La sostituzione arginerebbe Vannacci"

Da Redazione
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Da giorni si vocifera della sostituzione alla guida del Viminale con il Matteo . Qualora la premier Meloni concedesse il via libera per il cambio di passo, il ministro ha garantito che comunque svolgerà fino alla fine il suo lavoro “con il massimo impegno e con un orizzonte progettuale di legislatura”.

Il pressing della Lega però non gli va giù e neppure la battuta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che durante l’ultimo del ha affermato: “Quando parla in non sempre lo capisco”. Il comportamento degli esponenti del è inusuale, considerando che furono loro a indicare a Meloni il nome di Piantedosi come ministro dell’Interno, ma evidentemente l’ascesa politica di Roberto Vannacci fa troppa paura.

Per i leghisti, l’unico modo per arginarlo è dare colore al tema della sicurezza e quindi affidare nuovamente la guida del Viminale a Salvini. Il rapporto tra i due però rimane buono. Il Corriere della Sera parla di “interlocuzione continua”, mentre i collaboratori di Piantedosi lo definiscono “imperturbabile” e “animato da autentico ed esclusivo spirito di servizio”.

“Vannacci, ndr – non è un problema nostro”, insistono dalla Lega, “ma di tutto il Governo, a partire da Meloni”. Ma ciò che i salviniani propongono implicherebbe inevitabilmente la formazione di un Meloni bis prima del e l’azzeramento del record di longevità tanto caro alla premier. Per il momento, quindi, nulla da fare. E il muro arriva anche dal vicepremier Antonio Tajani, che ha chiarito: “Salvini al Viminale? Non è all’ordine del giorno”.

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