giovedì 13 Agosto 2026
Alessandro Giuli

Le ombre dei David: tagli sul cinema e caso Regeni. Giuli: “Un errore inaccettabile”

Il ministro della Cultura presenta la kermesse al Quirinale. Mattarella: "Il settore manifesta forte preoccupazione per il futuro"

Di Maria Vittoria Ciocci
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Verranno consegnati domani sera i , in onda su 1. Come è tradizione, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, oltre a presentare la kermesse al Quirinale, si è impegnato in un lungo monologo davanti al della Sergio Mattarella. Le questioni, infatti, non sono poche e vedono al centro sia i sistematici tagli al cinema, sia le decisioni discutibili della commissione chiamata a selezionare le opere alle quali assegnare i finanziamenti pubblici. Soprattutto nel caso del documentario dedicato a Giulio Regeni, il giovane ricercatore in Egitto nel 2016.

In merito al primo tasto dolente, la riduzione degli investimenti è evidente: il dicastero guidato da Giuli è passato dai 696 milioni del 2025, ai 626 milioni per l’anno – cifra che, peraltro, inizialmente includeva un ulteriore sforbiciata di 20 milioni. In merito a questo, il Colle ha letto con attenzione il documento redatto dalle associazioni del settore, che evidenziano forte preoccupazione per il futuro. Mattarella si è quindi auspicato che “si riuscirà a trovare un punto di equilibrio tra le diverse esigenze”. Posizione che, in sostanza, si traduce in un caldo invito a sostenere attivamente il cinema italiano.

Per quanto riguarda il caso Regeni, Giuli ha colto l’ennesima occasione per negare ogni sua responsabilità. “Il mio dovere è mettere in ordine”, ha rivendicato, “laddove hanno prevalso opacità e imperizie”. E ancora: “Sono stati commessi errori di cui sono il primo a dolermi”, la premessa, “finanziamenti pubblici immeritati, mentre altri lavori pur meritandoli non li hanno avuti”. E la prima opera che gli è venuta in memoria per sostenere la sua posizione è proprio, incredibilmente, il documentario sul ricercatore. Titolato: “Tutto il male del mondo”. E la cui commissione, come lui stesso ha sottolineato durante una recente intervista a Repubblica, “è evaporata”.

Alla luce di questo, il ministro ribadisce l’importanza che “ogni pubblico” sia “usato bene”. Benché riconosca di aver ereditato un “sistema labirintico”, garantisce “la tutela dei degli invisibili del settore” e afferma che “il ministero non vuole condizionare le decisioni dei competenti, il cinema italiano è grande quando è scomodo e critico verso il potere, affinché non si faccia dominio”. Ha poi evidenziato con entusiasmo gli incassi del cinema italiano, che nel 2025 hanno un incremento del 32,7%, insieme al 33% di presenze in più.

Questo, grazie al talento degli operatori della Settima . E nonostante i ripetuti tagli predisposti dal dicastero.

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