lunedì 28 Settembre 2026
Alessandro Giuli

Le ombre dei David: tagli sul cinema e caso Regeni. Giuli: “Un errore inaccettabile”

Il ministro della Cultura presenta la kermesse al Quirinale. Mattarella: "Il settore manifesta forte preoccupazione per il futuro"

Di Maria Vittoria Ciocci
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Verranno consegnati sera i David di Donatello, in onda su 1. Come è tradizione, il Alessandro Giuli, oltre a presentare la kermesse al Quirinale, si è impegnato in un lungo monologo davanti al presidente della Repubblica Sergio . Le questioni, infatti, non sono poche e vedono al centro sia i sistematici tagli al cinema, sia le decisioni discutibili della chiamata a selezionare le opere alle quali assegnare i . Soprattutto nel caso del documentario dedicato a Giulio , il giovane ricercatore ucciso in Egitto nel 2016.

In merito al primo tasto dolente, la riduzione degli investimenti è evidente: il dicastero guidato da Giuli è passato dai 696 milioni del 2025, ai 626 milioni per l’anno corrente – cifra che, peraltro, inizialmente includeva un ulteriore sforbiciata di 20 milioni. In merito a questo, il Colle ha letto con attenzione il documento redatto dalle associazioni del settore, che evidenziano forte preoccupazione per il . Mattarella si è quindi auspicato che “si riuscirà a trovare un punto di equilibrio tra le diverse esigenze”. Posizione che, in sostanza, si traduce in un caldo invito a sostenere attivamente il cinema italiano.

Per quanto riguarda il caso Regeni, Giuli ha colto l’ennesima occasione per negare ogni sua responsabilità. “Il mio dovere è mettere in ordine”, ha rivendicato, “laddove hanno prevalso opacità e imperizie”. E ancora: “Sono stati commessi errori di cui sono il primo a dolermi”, la premessa, “finanziamenti pubblici immeritati, mentre altri pur meritandoli non li hanno avuti”. E la prima opera che gli è venuta in memoria per sostenere la sua posizione è proprio, incredibilmente, il documentario sul ricercatore. Titolato: “Tutto il male del mondo”. E la cui commissione, come lui stesso ha sottolineato durante una recente intervista a Repubblica, “è evaporata”.

Alla luce di questo, il ministro ribadisce l’importanza che “ogni euro pubblico” sia “usato bene”. Benché riconosca di aver ereditato un “sistema labirintico”, garantisce “la dei diritti degli invisibili del settore” e afferma che “il ministero non vuole condizionare le decisioni dei competenti, il cinema italiano è grande quando è scomodo e critico verso il potere, affinché non si faccia dominio”. Ha poi evidenziato con entusiasmo gli incassi del cinema italiano, che nel 2025 hanno visto un incremento del 32,7%, insieme al 33% di presenze in più.

Questo, grazie al talento degli operatori della Settima Arte. E nonostante i ripetuti tagli predisposti dal dicastero.

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