giovedì 13 Agosto 2026
Meloni e Giorgetti

L’Italia di Meloni supera la Grecia sul debito: nel 2026 sarà il più alto d’Europa

L'obiettivo della premier di "tenere i conti in ordine" è un fallimento. Nell'anno corrente il Paese indosserà la "maglia nera" dell'Eurozona

Di Maria Vittoria Ciocci
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L’Italia si prepara a diventare il Paese con il più alto rapporto tra debito e dell’Eurozona nel 2026, superando per la prima volta la Grecia. Una “medaglia al valore” di cui andare poco fieri e che fotografa un’evoluzione inaspettata delle economie europee post crisi-finanziaria e pandemica. Le stime del italiano e quelle del Fondo monetario internazionale () convergono, infatti, verso uno scenario che vede Roma indossare la “maglia nera” del debito pubblico nell’Unione europea.

Nel , il debito italiano viene indicato in crescita al 138,6% del Pil nel 2026, rispetto al 137,1% registrato nel 2025. Parallelamente, la Grecia prosegue il percorso di riduzione del proprio indebitamento: secondo la Public Debt Management Agency (Pdma), il rapporto debito/Pil dovrebbe scendere dal 146,1% del 2025 al 136,8%. Numeri molto vicini anche a quelli contenuti nell’ultimo World Economic Outlook (WEO), che annuncia per l’Italia un debito al 138,4% del Pil e per la Grecia al 136,9%. Un gap modesto, ma sufficiente a segnare il sorpasso che, fino a pochi anni fa, sarebbe apparso impensabile.

Il dato assume particolare rilievo perché arriva dopo il drastico ridimensionamento del debito greco avviato nel post-. Come ricorda Giampaolo Galli, in un’ pubblicata dall’Osservatorio Conti pubblici italiani, nel 2020 il debito della Grecia aveva raggiunto il 210% del Pil. Da allora è iniziata una rapida correzione dei conti pubblici, accompagnata da un forte miglioramento del bilancio primario: in cinque anni il Paese è passato da un superiore al 7% del Pil a un avanzo del 5%.

A sostenere il riequilibrio di ha contribuito anche la crescita economica. Tra il 2021 e il 2025 la Grecia ha registrato un medio di crescita del 7,7%, accelerando il percorso di riduzione del peso del debito. Uno scenario che ora rischia di ribaltare gli equilibri storici dell’Eurozona, con l’Italia destinata a occupare il primo posto nella classifica europea dell’indebitamento pubblico. Questo, nonostante i ripetuti tagli alla spesa pubblica e il tentativo disperato dell’esecutivo guidato da di “tenere i conti in ordine”.

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