sabato 9 Maggio 2026

Israele rilascerà i due attivisti della Flotilla

I partecipanti alla missione umanitaria saranno trasferiti all’autorità migratoria israeliana in attesa dell’espulsione. La missione civile prepara una nuova fase dalla Turchia

Da Alessio Matta
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Israele si prepara a liberare Thiago Ávila e Saif Abukeshek, i due attivisti della Global Sumud Flotilla fermati il 30 aprile dopo l’abbordaggio della marina israeliana in acque internazionali. L’annuncio è arrivato dalla ong israeliana Adalah, che segue il caso con le avvocate Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma. Secondo quanto comunicato, i due saranno trasferiti nelle prossime ore alle autorità israeliane per l’immigrazione e resteranno sotto custodia fino alla deportazione.

La notizia segna una svolta dopo oltre una settimana di detenzione. Adalah ha spiegato che lo Shabak, il servizio di intelligence interno israeliano, ha informato il team legale del rilascio previsto per sabato 9 maggio 2026. La ong ha aggiunto che continuerà a monitorare la situazione per garantire che il trasferimento e l’espulsione avvengano senza ostacoli.

Anche il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha confermato il rilascio imminente di Abukeshek, attivista di origine palestinese con cittadinanza spagnola e residente a Barcellona. Secondo Madrid, sarà deportato attraverso uno dei valichi con l’Egitto. “È un momento di grande felicità”, ha dichiarato Albares, assicurando l’impegno del governo spagnolo per il suo ritorno.

La Global Sumud Flotilla denuncia però condizioni dure durante la prigionia. Secondo Adalah, Ávila e Abukeshek sarebbero stati tenuti in isolamento per tutta la detenzione, nonostante il carattere civile della missione. Entrambi hanno avviato uno sciopero della fame subito dopo l’arresto. Dal 5 maggio Abukeshek avrebbe anche smesso di bere acqua, aggravando la protesta.

Intanto le 34 imbarcazioni rimaste della Flotilla stanno navigando verso la Turchia. A Marmaris si terrà un’assemblea generale per decidere come proseguire la missione diretta a Gaza. Il movimento ha annunciato una conferenza stampa il 12 maggio per presentare “la prossima fase della mobilitazione” e chiedere conto a Israele “degli atti di pirateria e dei rapimenti nelle acque internazionali”.

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