venerdì 8 Maggio 2026

Gas russo: l’Europa compra più Gnl, la denuncia di Urgewald

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – L’Unione Europea ha aumentato le importazioni di gas naturale liquefatto (Gnl) russo dall’inizio dell’anno, ha denunciato oggi un’organizzazione ambientalista, nonostante Bruxelles prometta di affrancarsi completamente dalla dipendenza dal gas russo entro la fine del 2027. L’ong tedesca Urgewald ha utilizzato i dati della società di analisi marittima Kpler per contare 91 spedizioni arrivate in Europa dal terminale russo di Yamal, sul mare di Kara, nell’Artico russo, tra gennaio e aprile. 

Le importazioni europee di Gnl russo sono quindi aumentate del 17,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, passando da 5,71 milioni di tonnellate a 6,69 milioni di tonnellate. Questa tendenza contraddice la politica dichiarata dall’Unione Europea di porre fine definitivamente alla dipendenza dal gas russo entro l’autunno del 2027, al fine di privare Mosca di una fonte di entrate che finanzia la guerra in Ucraina. 

Bruxelles, dal canto suo, riconosce un leggero aumento delle importazioni russe di Gnl dal giacimento di Yamal all’inizio del 2026, che potrebbe essere spiegato da un incremento della domanda di gas in Europa nel 2025. 

 

Interpellata in merito, la Commissione Europea non ha confermato alcun potenziale collegamento con la guerra in Medio Oriente iniziata a fine febbraio e con il blocco dello strategico Stretto di Hormuz, attraverso il quale transitava circa il 20% del commercio mondiale di gas naturale liquefatto, prima che venisse bloccato da Iran e Usa. 

L’esecutivo europeo sottolinea invece la significativa diminuzione della sua dipendenza dal gas russo (gasdotti e Gnl) nel corso del tempo. Rappresentava il 45% delle importazioni totali dell’Ue nel 2021 e solo il 12% nel 2025. Mentre l’Europa si è impegnata a ridurre le forniture di gas tramite gasdotti, si è in parte rivolta al Gnl, trasportato via nave, scaricato nei porti, rigassificato e poi immesso nella rete europea (intrinsecamente più costoso del gas via metanodotto). 

Dopo gli Stati Uniti di Donald Trump (60%), da cui l’Ue dipende sempre di più, la Russia ha rappresentato il 17% delle importazioni europee dall’inizio del 2026, seguita da Nigeria (6%) e Qatar (6%). 

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