Il Pentagono ha pubblicato oltre 160 documenti e video dedicati a Ufo e fenomeni anomali non identificati, inaugurando una nuova sezione del proprio sito voluta direttamente da Donald Trump. L’operazione viene presentata dalla Casa Bianca come un gesto di “trasparenza”, ma negli Stati Uniti cresce il sospetto che il rilascio dei file serva soprattutto a spostare l’attenzione da un tema molto più scomodo per il presidente: il contenuto degli Epstein files e i suoi rapporti con il finanziere pedofilo.
La prima tranche di documenti
“Questi documenti, nascosti dietro un sistema di classificazione, hanno a lungo alimentato speculazioni giustificate, ed è ora che il popolo americano li veda con i propri occhi”, ha dichiarato il Segretario alla Difesa Pete Hegseth al momento del rilascio dei file.
Il problema è che, in attesa delle prossime tranches, il materiale diffuso finora dal Pentagono ha deluso gran parte dell’opinione pubblica. Le immagini sono spesso sgranate, poco chiare e interpretabili in molti modi diversi. Nessuna prova definitiva, nessun alieno, nessun disco volante nitido: solo luci lontane, sagome indistinte e molti racconti già noti agli appassionati di ufologia.
Sospetti anche tra i conservatori
La tempistica dell’operazione ha alimentato forti dubbi negli Stati Uniti. Trump aveva ordinato il rilascio dei file già a febbraio, proprio mentre aumentavano le pressioni sull’amministrazione per la pubblicazione completa degli Epstein files.
Diversi commentatori, anche conservatori, hanno parlato apertamente degli Ufo files come si un’arma di distrazione di massa. Lo hanno fatto, tra gli altri, il deputato repubblicano Thomas Massie e il podcaster Joe Rogan, che ha suggerito che il rilascio dei documenti serva a coprire le difficoltà politiche dell’amministrazione, tra guerra in Medio Oriente e polemiche sulla gestione economica e sul caro vita.
Anche la deputata Marjorie Taylor Greene, un tempo fedelissima trumpiana e poi rinnegata, ha liquidato i file sugli Ufo come “propaganda”.
Gli Epstein files
A gennaio il Dipartimento di Giustizia aveva dichiarato conclusa la pubblicazione dei documenti legati a Jeffrey Epstein, morto in carcere nel 2019 mentre era accusato di traffico sessuale e sfruttamento di minori. Ma molti parlamentari e osservatori sostengono che i materiali diffusi siano incompleti, e l’opinione pubblica continua a premere perché siano chiarite le responsabilità penali dei tanti personaggi coinvolti, primo tra tutti il presidente Donald Trump.
Recentemente, a seguito di un’inchiesta di Report e della testimonianza di Amanda Ungaro, ex moglie del consigliere di Trump Paolo Zampolli, è emerso che sarebbe stato proprio Epstein, e non Zampolli, a presentare al presidente americano sua moglie Melania.
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