Nel centrodestra basta un pranzo per far partire sospetti, letture politiche e qualche malumore. Quello tra Luca Zaia e Marina Berlusconi, avvenuto il 22 aprile a Milano, ha acceso più di una riflessione dentro Lega e Forza Italia. Non solo per i protagonisti coinvolti, ma anche per il contesto e il momento politico.
L’incontro si è svolto nell’abitazione milanese della presidente Fininvest durante i giorni del Salone del Mobile. Un faccia a faccia lontano dagli uffici e dai riflettori, che molti leggono come qualcosa di più di una semplice chiacchierata editoriale. Zaia, del resto, negli ultimi mesi ha rafforzato il suo profilo pubblico anche fuori dalla politica, tra libri e il podcast “Il Fienile”, diventato un piccolo fenomeno mediatico. Ma il peso politico dell’ex presidente della Regione Veneto resta enorme. Per anni è stato uno degli amministratori più apprezzati d’Italia, capace di vincere tre volte consecutive in Veneto e di raggiungere percentuali record. Un consenso trasversale, costruito su un’immagine moderata e pragmatica, diversa dalla linea più identitaria della Lega salviniana.
Ed è qui che il dialogo con Marina Berlusconi assume un significato politico. I due condividono posizioni considerate liberali su vari temi, dai diritti civili al fine vita. Proprio la legge sul suicidio medicalmente assistito promossa da Zaia in Veneto venne stoppata nel 2024 dal suo stesso partito. Oggi, però, dentro Forza Italia il tema torna centrale. I nuovi capigruppo azzurri, Stefania Craxi ed Enrico Costa, vogliono riaprire il dossier sul fine vita fermo in Senato.
Per questo il pranzo milanese viene osservato con attenzione. Anche perché in passato Silvio Berlusconi aveva indicato proprio Zaia come possibile premier del centrodestra. E ora, con Forza Italia impegnata a difendere la propria identità tra la leadership di Giorgia Meloni e il sovranismo leghista, il nome del “Doge” torna a circolare. Dentro la Lega il clima non è dei più sereni. Il segretario del Carroccio Matteo Salvini, dopo le prime indiscrezioni sull’incontro, ha provato a minimizzare la vicenda e poi ha ammesso di non esserne stato informato: “Non è che tutti mi debbano raccontare cosa vanno a fare con chi”. Una frase che racconta anche il nervosismo interno al partito.
Tra i leghisti c’è chi prova a sdrammatizzare con ironia. Un dirigente del Carroccio, commentando il rapporto sempre più autonomo di Zaia rispetto alla linea salviniana, scherza così: “Piove in casa, ma ci si abitua”. I rapporti tra Zaia e i vertici della Lega restano freddi anche dopo il tentativo di Salvini di coinvolgerlo nella segreteria nazionale. Quando il leader leghista gli propose di entrare nella squadra dei vice, l’ex governatore veneto rispose con un secco ma cortese: “Grazie, no”.
Anche dentro Forza Italia le cautele non mancano. Dopo lo stop imposto dagli azzurri al terzo mandato dei governatori, il capogruppo azzurro alla Camera Paolo Barelli aveva chiuso ogni discussione dicendo: “Non è nel programma di governo, per Forza Italia il dibattito è chiuso”. A raffreddare ulteriormente il caso ci ha pensato anche il segretario di Forza Italia Antonio Tajani, che ha scelto di non alimentare polemiche: “Marina Berlusconi è un grande editore, può incontrare tutte le persone che vuole”.
Leggi anche: Israele espelle gli attivisti della Flotilla: “Provocatori”
Seguite La Sintesi sui nostri social!
Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube
