Bruxelles ha approvato il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. La novità più importante risiede nel divieto di ingresso per i soldati impegnati sul fronte ucraino. Una richiesta avanzata dall’Estonia a marzo, che ha visto il sostegno della Svezia e di altri dieci Paesi Ue. Tra questi anche Francia, Italia, Spagna e Grecia. “L’Europa resta off limits per chiunque abbia partecipato all’invasione”, ha chiarito la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
Non solo, nella lista nera d’Europa finiscono 170 persone e figure di spicco nei settori finanziari, energetici e militari. È incluso poi un altro pacchetto di sanzioni contro 81 persone ed entità colpevoli di aver violato i diritti umani. Inoltre, per la prima volta, l’Ue si impegna a coinvolgere il settore della pesca russo, con il divieto totale di importazione di merluzzo e di altri prodotti ittici. Sono infine inclusi una serie di beni e tecnologie legate all’industria militare. Anche su quelli la Commissione blocca le importazioni.
Il divieto di transazione viene esteso ad altre 31 banche, ma anche a società, piattaforme di criptovalute e operatori petroliferi legati a Cina, Turchia, Kirghizistan, Kazakistan, Emirati Arabi Uniti e India. C’è poi il nodo del prezzo del greggio russo, favorito dall’escalation mediorientale e sul quale la Commissione intende imporre un tetto massimo (“price cap“). Nel mese di luglio avrebbe raggiunto quota 65 dollari al barile, ma l’Ue intende bloccarlo a 45 dollari fino a gennaio 2027.
È sugli idrocarburi che converge l’attenzione dell’Unione Europea, che spera di mettere in ginocchio l’economica russa. La Commissione infatti ha inserito nella lista nera altre 30 navi della flotta ombra, per un totale di 662. Le restrizioni riguardano anche le imbarcazioni che trasportano il metano, anche se manca quella promessa da von der Leyen, ossia il bando completo del petrolio russo trasportato via mare. Questo perché ad essere contrarie sono Grecia e Malta: l’iniziativa avrebbe colpito i loro armatori.
La presidente di Commissione ha affermato: “Stiamo privando la Russia di mezzi per finanziare la sua guerra”. Ha aggiunto che “le sanzioni hanno di fatto isolato la Russia dai mercati finanziari globali” e che “la crescita nella migliore delle ipotesi è lenta”. “L’inflazione si avvicina al 6%, i tassi di interesse sono al 14,5%. Le tasse aumentano”, ha concluso.
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