Tomaso Montanari, storico dell’arte e rettore dell’Università per stranieri di Siena, si è dimesso dal comitato scientifico del museo degli Uffizi di Firenze. La motivazione? La nomina di figure troppo vicine al governo Meloni e con possibili conflitti di interesse nel Consiglio di amministrazione di una delle gallerie di arte più importanti al mondo. L’annuncio è arrivato ieri tramite una nota del diretto interessato, che ha spiegato nei dettagli le motivazioni che lo avrebbero spinto a questa decisione.
I nuovi nomi nel Cda degli Uffizi
L’amore per gli Uffizi e il rispetto che nutre per la cultura e la storia italiana lo hanno convinto a prendere le distanze da un comitato che sarebbe divenuto troppo vicino agli interessi della politica. Montanari ha infatti ricordato i curricula dei nuovi membri del Consiglio di amministrazione. “Si nominano il segretario alla presidenza del Consiglio già braccio destro di Brunetta, un professore universitario già direttore della fondazione Farefuturo di Fini, un ex candidato di Fi alla Regione Toscana trombato”, si legge nella sua nota.
Il riferimento è alle figure di Carlo Deodato, Alessandro Campi e Stefano Mugnai. A questi si aggiunge Carmen Bambach, attuale responsabile del dipartimento Disegni e stampe del Metropolitan Museum of Art. Come sottolinea Montanari, quest’ultima potrebbe creare un conflitto di interessi, in quanto il museo americano è solito chiedere molti prestiti agli Uffizi di Firenze. “Si riempiono la bocca con ‘nazione’, ma qui c’è un cambio di consonante: ‘fazione'”, accusa ancora il rettore dell’Università per stranieri di Siena.
Montanari: “Il governo lottizza il nostro patrimonio culturale”
Montanari sottolinea che questa azione del governo non rientrerebbe in un piano di “egemonia culturale”, ma più di “lottizzazione del patrimonio culturale”. Lo storico dell’arte ha riconosciuto che quello adottato dal governo Meloni non è il metodo corretto per governare il patrimonio di un Paese, motivo per cui ha preso la decisione di lasciare la collaborazione con gli Uffizi: “Io non posso far altro che dire ‘Non in mio nome’, dimettermi e denunciare pubblicamente quello che stanno facendo al patrimonio culturale della patria, distrutto dai patrioti”.
Giuli: “Scuse pretestuose”
Montanari è stato raggiunto dalla solidarietà dell’opposizione, con gli esponenti M5s in Commissione cultura che hanno chiesto rispetto per la sua decisione, per poi annunciare un’interrogazione al ministro Alessandro Giuli proprio sulle nomine nel Cda degli Uffizi. “Ci sembra ovvio che lui sa benissimo che Montanari ha ragione ma, come al solito, deve obbedire”, hanno aggiunto con convinzione.
Il ministro si è invece espresso con durezza nei confronti dello storico dell’arte, sostenendo che le sue sarebbero semplici “scuse pretestuose”. “Montanari se n’è ghiuto e soli ci ha lasciato”, ha commentato con sarcasmo, aggiungendo che le nuove entrate nel Cda degli Uffizi sarebbero “impeccabili figure tecniche”.
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