martedì 9 Giugno 2026

Ucraina, Crosetto shock: “Torna attuale la minaccia atomica”. E sulla guerra parla di stallo

Il ministro della Difesa avverte che alla Russia potrebbero servire fino a dieci anni per conquistare il Donbass e richiama l'Europa alle future sfide economic,e sociali e di sicurezza

Da Redazione
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 La minaccia atomica non è più un tabù. L’ha evocata Guido Crosetto, ministro della Difesa, persona di fiducia di Meloni. In Ucraina “torna attuale la minaccia atomica che pensavamo di aver consegnato ai libri di storia”.

Il titolare della Difesa nazionale in audizione davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa della e del Senato, nell’ambito dell’esame della deliberazione del Consiglio dei ministri in merito alla partecipazione dell’Italia a ulteriori missioni internazionali per l’anno 2026 non lascia dubbi: “Quando tutto questo conflitto sarà superato nel medio e lungo termine, speriamo presto – ha aggiunto il ministro – l’Europa dovrà confrontarsi per molti anni con gli effetti economici, sociali e di sicurezza e con quelli derivati dalla presenza di un numero elevatissimo di ex combattenti da reintegrare dalla necessità di sostenere i processi di ricostruzione dell’Ucraina, un Paese tanto resiliente quanto provato ma della stessa Russia, se vogliamo che si stabilizzi anche il quadro dall’altra parte”.

Ma quando sarà superato il conflitto Russo-Ucraino?

Il ministro sottolinea una situazione di stallo: “Sul piano strettamente militare, il conflitto appare oggi caratterizzato da una sostanziale situazione di stallo. Gli analisti sembrano concordare sul fatto che, mantenendo gli attuali ritmi operativi, sarebbero necessari 10 anni (cioè fino al 2036) affinché la Federazione Russia possa completare la conquista del Donbass e di diversi decenni per ottenere la conquista dell’intero territorio ucraino. Questo al prezzo di almeno 2,5 milioni di caduti russi, soltanto per il solo Donbass”.

“In Libano situazione simile a primi anni 2000”

Crosetto ha poi puntato lo sguardo sull’Iran: “Tuttora in grado di condurre attacchi missilistici di ampia portata verso Israele e non solo, evidenziando come le proprie capacità militari e i propri arsenali non siano esauriti. Ne sono testimonianza gli attacchi di domenica scorsa che hanno colpito Israele con oltre 30 missili balistici”. E sul Libano ha sottolineato che dopo alcuni segnali “incoraggianti” il quadro di sicurezza “ha registrato un nuovo deterioramento. La crisi sembra aver riportato il Paese a condizioni che richiamano quelle dei primi anni 2000, con la crescente presenza militare israeliana nel sud e il significativo incremento delle operazioni condotte contro Hezbollah, e a opera di Hezbollah contro Israele”, ha aggiunto. “L’obiettivo perseguito appare quello di eliminare in modo permanente la minaccia rappresentata dalla organizzazione sciita ma questo approccio ha costi altissimi”, ha aggiunto il ministro.

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