La patrimoniale torna a essere un tema caldo, soprattutto in vista delle elezioni politiche del 2027. Ma il dibattito non è contestualizzato solo alla storica rivalità tra destra e sinistra. Anche all’interno del Movimento 5 stelle ci sono delle divergenze. Il leader Giuseppe Conte e l’ex sindaca di Torino Chiara Appendino, per esempio, non la pensano allo stesso modo. Mentre il primo nutre qualche dubbio, la deputata pentastellata afferma con convinzione: “È immorale non aggredire i super paperoni nel momento in cui le diseguaglianze esplodono e la forbice tra ricchi e poveri si allarga. Si deve fare”.
È quando emerge dall’intervista rilasciata a La Stampa, nel corso della quale Appendino ricorda che la premier Giorgia Meloni “ha tassato tutto, dai pannolini alle accise sulla benzina” e che ha battuto il “record di pressione fiscale”. La presidente del Consiglio infatti, in merito alla misura, aveva spiegato che l’obiettivo dell’esecutivo sarebbe quello di consentire agli italiani di accumulare patrimonio e non di tassarlo. Ma quella che Appendino definisce “Millionaire tax” non riguarderebbe tutti i cittadini, ma solo 50 mila persone il cui patrimonio supera i 5 milioni di euro. Si parla dello 0,1% della popolazione.
Il dibattito
“Si ricaverebbero 15 miliardi di euro”, ribadisce la deputata, “sono risorse che dovrebbero servire ad abbattere le liste d’attesa”. Appendino ha un progetto chiaro su come investire il potenziale introito prodotto dalla patrimoniale: “Mille ospedali di comunità, 16 mila posti letto, 1.500 nuove tac, stipendio a 4 mila nuovi medici per dieci anni e 10 mila infermieri per dieci anni”. Ha quindi concluso: “Così sì che si abbatterebbero le liste di attesa”.
Tuttavia, il tallone d’Achille della riforma risiederebbe nello spostamento del capitale. Ergo: “Sarebbe inutile, perché i ricchi scapperebbero subito da un’altra parte”. L’ex sindaca di Torino non ha dubbi neppure su questo. Specifica che si tratta di una “scusa per non fare quello che è giusto fare”. Ribadisce poi che la sua preoccupazione non sono certo i ricchi, ma “un ceto medio sempre più fragile che scappa da città sempre più costose”.
E riguardo l’invito della segretaria dem Elly Schlein a proporre una norma a livello europeo, Appendino risponde: “Non possiamo aspettare l’Europa, non è sufficiente. Fossimo noi ad aprire la strada, sarei orgogliosa della mia italianità”.
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