Il Campo largo prova a mettere in fila le proprie priorità: sicurezza, fisco, politica estera e difesa dello Stato sociale saranno i principali terreni di confronto tra Pd, Movimento 5 Stelle, Avs e area centrista in vista della sfida elettorale che, salvo colpi di scena, entrerà nel vivo il prossimo anno.
Conte: «Sulla sicurezza il governo ha fallito»
Intervistato da Bruno Vespa a Manduria, Conte ha rivendicato un tema che la destra considera tradizionalmente proprio. «La sicurezza riguarda tutti», ha affermato il presidente del M5S, assicurando che nel programma del campo largo saranno previsti investimenti adeguati per le forze di polizia.
«Garantisco io», ha aggiunto, sostenendo che sia «sbagliato pensare che sia appannaggio di chi è al governo e ha fallito su tutta la linea». Conte ha inoltre definito il Movimento non semplicemente di sinistra, ma «progressista» e «radicale», rivendicando una proposta capace di coniugare protezione sociale, legalità e sicurezza urbana.
Schlein incontra Prodi
Mentre Conte era a Manduria, a Bologna la segretaria dem Elly Schlein ha incontrato e si è confrontata per due ore e mezzo con l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi. «È stata una conversazione veramente ampia, dalla politica estera a quello che sta succedendo adesso. Abbiamo persino parlato di Vannacci. Pensate che abbiamo avuto anche tempo da perdere», ha raccontato scherzosamente l’ex presidente del Consiglio.
Dal palco della Repubblica delle Idee, Prodi è intervenuto anche sulla questione del leader della coalizione: «Le primarie devono avvenire dopo un processo di definizione su cosa si fanno le primarie. Non deve essere io voto per lui o per lei e basta, ma voto per lui o per lei perché fa questo o fa quell’altro».
I nodi da risolvere
Un altro tema su cui è stato chiesto il parere di Romano Prodi è la patrimoniale: «Siccome non riusciamo a farla non facciamola», ha detto, «ma il fatto che ci debba essere un contributo delle persone che hanno di più per risolvere un problema di tutta la popolazione, non mi pare che sia un discorso demoniaco».
Il fisco resta in effetti uno dei punti più divisivi all’interno del campo largo. Avs e una parte di Pd e M5s sono a favore di una tassazione più incisiva sui grandi patrimoni, ma i centristi frenano, e con loro Conte.
Anche sulla politica internazionale la sintesi non è completa. Sull’Ucraina e l’aumento delle spese militari, le posizioni restano diverse, mentre è più netta la convergenza sul dossier israeliano. Il piccolo vantaggio è che ora sembra essersi spaccata anche la destra.
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