La nuova legge elettorale doveva servire a blindare il centrodestra. Ora, con la crescita di Roberto Vannacci e di Futuro Nazionale, rischia di produrre l’effetto opposto. In commissione Affari costituzionali la maggioranza va avanti, ma senza un’intesa con il generale il premio previsto dal cosiddetto Melonellum potrebbe non bastare. Anzi: potrebbe trasformarsi in una trappola.
La maggioranza prende tempo
Il testo dovrebbe arrivare in Aula entro fine giugno, ma il percorso in commissione procede a rilento. Secondo quanto ricostruisce il manifesto, nel centrodestra cresce il timore che, senza un accordo con Futuro Nazionale, la nuova legge possa consegnare la vittoria al centrosinistra. Per questo, paradossalmente, l’ostruzionismo delle opposizioni finisce per fare comodo anche alla maggioranza. Finché si votano pochi emendamenti alla volta, il centrodestra guadagna tempo e rinvia i nodi più delicati: preferenze, voto dei fuorisede, italiani all’estero e firme digitali.
La capogruppo Pd in commissione Simona Bonafè sintetizza così la situazione: «Il centrodestra è disorientato perché il fenomeno Vannacci rende inutile questa legge elettorale. Approfittano del nostro ostruzionismo per guadagnare tempo».
L’ascesa di Vannacci
Il problema è semplice: se Vannacci corre fuori dalla coalizione e supera una soglia significativa, il centrodestra potrebbe non raggiungere il premio di maggioranza, e anzi ritrovarsi con meno voti del Campo largo. I sondaggi Swg hanno già dato Futuro Nazionale al 5,3%, in crescita, agganciato alla Lega e capace di pescare proprio nell’elettorato più identitario della destra.
Lorenzo Pregliasco di YouTrend aveva avvertito: «Se Vannacci cresce al punto tale da mettere a serio rischio il vantaggio del centrodestra sul centrosinistra, si potrebbero chiedere se conviene fare una legge elettorale con questo premio di maggioranza».
Con il Rosatellum, il centrodestra potrebbe ancora provare a sfruttare collegi e alleanze territoriali. Con il nuovo sistema, invece, crescerebbe il rischio di un Parlamento senza maggioranza e di un governo da costruire dopo il voto.
Donzelli: «Si va avanti»
Fratelli d’Italia prova a mostrare sicurezza. Giovanni Donzelli respinge l’idea che la maggioranza possa fermarsi: «Che ci sia una volontà della maggioranza di tornare indietro sulla legge elettorale è completamente falso». E aggiunge: «Se qualcuno vuole una riforma della legge elettorale in cui chi perde va a governare lo stesso, noi non siamo disponibili».
A complicare il quadro c’è anche lo scontro sulle preferenze. Forza Italia e Lega sono contrarie, mentre Fratelli d’Italia e Noi Moderati hanno promesso emendamenti volti alla loro reintroduzione: «Chiederemo all’Aula cosa ne pensa» ha dichiarato il coordinatore di FdI.
Gli altri nodi riguardano il voto degli italiani all’estero, la possibilità di sottoscrivere con firme digitali le liste elettorali e il voto dei fuorisede.
Le reazioni dell’opposizione
«C’è una asincronia tra l’esame parlamentare di questa riforma elettorale e gli eventuali accordi che il centrodestra farà o meno con Vannacci» osserva Riccardo Magi. Secondo il segretario di Più Europa, il centrodestra potrebbe approvare il testo alla Camera e poi congelarlo al Senato. Oppure, prosegue, «lasciano il Rosatellum ma con il voto disgiunto, in modo da fare un accordo di desistenza con Vannacci».
Zaratti (Avs) ipotizza invece una modifica della soglia per il premio: «Alzeranno la soglia dal 42 al 47%, così che ci sia un pareggio se non hanno l’accordo con Vannacci».
Il Movimento 5 Stelle accusa la maggioranza di aver costruito una riforma per perpetuare il proprio controllo politico. «Ora l’ascesa di Vannacci scombina questo programma», ha detto Alfonso Colucci.
Ma la legge nata per garantire la vittoria potrebbe finire per certificare una sconfitta. O per lasciare un paese ingovernabile.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube


