giovedì 16 Luglio 2026

Tumori metastatici e Ai, nasce il navigator digitale per pazienti e caregiver

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Lo sviluppo di un agente di AI dedicato, un navigator digitale a supporto delle associazioni nel rispondere alle numerose richieste quotidianamente ricevute. E’ la proposta condivisa all’interno del progetto MetaLab, il ‘cantiere di idee’ promosso da Daiichi Sankyo Italia nell’ambito di EcHo-M, la strategia dell’azienda basata sull’ascolto dei bisogni delle persone con tumori metastatici e sulla collaborazione con tutti gli stakeholder dell’ecosistema salute, per sviluppare proposte concrete e migliorative a favore dei pazienti e della sostenibilità del sistema sanitario nazionale. “Attraverso un percorso che ha messo al centro l’ascolto e la creatività – si in una nota – il progetto MetaLab ha la partecipazione attiva di otto realtà associative in ambito oncologico: aBRCAdabra Ets, Andos nazionale Ets (Associazione nazionale operate al seno), Europa Italia, Favo (Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia), Fondazione IncontraDonna, Salute Donna Odv, Vivere senza stomaco si può e Walce (Women against lung cancer in Europe). Insieme hanno analizzato i principali unmet need e cercato una possibile soluzione tecnologica innovativa da realizzare, pensata per facilitare la ricerca di informazioni in ambiti cruciali come l’orientamento, la comunicazione e i diritti”. 

“La competenza e l’esperienza delle associazioni sono un elemento indispensabile perché gli strumenti di innovazione digitale e di Ai creino opportunità per i pazienti e le famiglie – dice Flori Degrassi, presidente Andos Ets -. Se un uso non guidato e privo di controllo può indurre distorsioni anche pericolose, progettare, a partire dal know-how delle associazioni, piattaforme di accesso a contenuti qualificati e provenienti da istituzionali e scientifiche certificate rappresenta un’occasione per favorire l’alfabetizzazione sanitaria e l’empowerment dei pazienti”. Il progetto MetaLab si è articolato nel corso del in quattro workshop strutturati, guidati dalle metodologie del design thinking per rispondere ai bisogni insoddisfatti con soluzioni concrete. A partire dall’analisi delle conversazioni online e dei racconti personali, le associazioni hanno discusso bisogni e trasversali, arrivando a identificare i bisogni chiave, tra cui la comunicazione medico-paziente, il ruolo del caregiver, la qualità della vita, il tempo. Le associazioni hanno poi selezionato tre macro-aree prioritarie: comunicazione, rappresentanza e orientamento. La necessità di una migliore comunicazione medico-paziente è risultata centrale: le parole sono considerate parte integrante della terapia e richiedono maggiore empatia e tempo dedicato. Accanto a questo è emerso il bisogno di una rappresentanza attiva delle associazioni nei tavoli decisionali per garantire una ‘sanità partecipata’. Ma è il bisogno di orientamento informativo a risultare la priorità più urgente e trasversale. I pazienti e i caregiver spesso si sentono soli nell’affrontare normative confuse e percorsi terapeutici complessi. 

 

“Grazie a MetaLab – spiega Claudia Santangelo, presidente dell’associazione Vivere senza stomaco si può Odv – siamo stati tutti concordi nel rilevare che il bisogno informativo è spesso la prima causa di smarrimento e, dunque, la prima vera criticità da affrontare, comune a tutte le persone che vivono con una diagnosi di tumore avanzato e ai loro caregiver. Avere uno strumento che sistematizza risposte su diritti e servizi territoriali rendendo al tempo stesso il percorso del paziente più umano e accessibile, significa restituire tempo e dignità a chi sta affrontando una patologia metastatica”. Utilizzando tecniche di design thinking, il gruppo ha ideato il concetto di uno ‘sportello’ evoluto per pazienti e caregiver. È emersa, infatti, una visione ampia: il cancro può intrecciarsi con altri bisogni sociali, economici o familiari e richiede, quindi, una risposta coordinata e trasversale. “La forza di MetaLab risiede nella collaborazione tra le associazioni – sottolinea Antonella Iadanza, comitato direttivo Fondazione IncontraDonna -. Mettere a fattor comune le esperienze di chi si occupa di patologie diverse ha permesso di identificare soluzioni realmente trasversali per migliorare la qualità della vita di tutti i pazienti”. 

L’ultima fase del progetto ha definito le caratteristiche tecniche e funzionali di un agente di Ai sviluppato da ctcHealth e usufruibile dalle associazioni nel corso del 2026: il primo Patient navigator digitale basato sull’intelligenza artificiale. “Lavorare in sinergia con un’azienda come Daiichi Sankyo ci permette di tradurre i bisogni reali dei pazienti in progetti concreti e scalabili, valorizzando il ruolo del volontariato oncologico come partner nella co-progettazione dei servizi” sottolinea Stefania Vallone, segretario generale Walce Aps. “Con EcHO-M e MetaLab Daiichi Sankyo conferma il suo impegno verso un’oncologia che non guarda solo alla terapia, ma alla persona nel suo complesso – dice Mauro Vitali, vice president Head of Oncology di Daiichi Sankyo Italia -. Siamo orgogliosi di collaborare attivamente con le associazioni per fare eco alla loro voce e ai loro bisogni e sviluppare proposte che migliorino la sostenibilità del sistema e l’accesso alle cure. Agevolare la creazione del patient navigator digitale per le associazioni è un esempio concreto del nostro impegno nell’aiutare le stesse realtà associative a mettere a sistema le proprie competenze e valorizzare il proprio lavoro sul . L’obiettivo – conclude – resta quello di creare un ecosistema integrato dove pazienti, caregiver e associazioni possano muoversi in modo coordinato, con informazioni chiare, percorsi accessibili e relazioni più umane”. 

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