giovedì 13 Agosto 2026
Mariastella Giorlandino (UAP)

Giorlandino (UAP): “La concentrazione delle farmacie è un rischio, ma il settore è appetibile perché ha tante risorse e poche barriere”

La presidente dell'Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata chiarisce che l'allarme di Federfarma è lecito, ma è stato causato dalla regolamentazione minima di queste strutture: "Le stesse prestazioni di un ambulatorio non possono essere sottoposte a regole più leggere soltanto perché svolte in farmacia"

Di Redazione
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Mariastella Giorlandino, presidente di , Unione ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, ha riconosciuto che il rischio che le farmacie finiscano “nelle mani di pochi grandi operatori finanziari è legittimo”, ma ha anche invitato le istituzioni a chiedersi per quale motivo questo settore risulti “così appetibile”.

L’amministratore di Reti Lab e presidente della ha spiegato all’agenzia Dire che la responsabilità va individuata proprio nella gestione politica di queste strutture. “Negli ultimi anni sono stati ampliati ricavi, funzioni e prospettive economiche delle farmacie”, permettendo a questi presidi di effettuare elettrocardiogrammi, Holter test, telemonitoraggi e diverse altre prestazioni sanitarie.

Giorlandino: “Le farmacie attirano grandi catene perché alimentate da risorse pubbliche”

Il tutto con requisiti ben diversi rispetto agli ambulatori e ai poliambulatori. “Un ECG non diventa meno sanitario perché viene eseguito in farmacia”, ha sottolineato Giorlandino, ricordando come le strutture private o convenzionate in Italia debbano rispettare requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici rigorosi. Per cui, “le stesse prestazioni non possono essere sottoposte a più leggere soltanto perché svolte in farmacia”.

Quindi, i possibili accentramenti avrebbero dovuto essere prevedibili. “Una rete capillare, protetta da barriere all’ingresso, alimentata da risorse pubbliche e destinataria di nuove attività diventa inevitabilmente interessante per fondi e grandi catene”, ha continuato la presidente di Uap, ricordando che questo mercato è costruito dalle istituzioni stesse.

Giorlandino: “Ridurre le concentrazioni di farmacie non risolve il problema”

In questo senso, ridurre semplicemente i limiti delle concentrazioni può essere opportuno ma non andrebbe comunque a risolvere le cause di questa problematica. La questione gira intorno alla redditività del convenzionato, al finanziamento di nuovi sanitari e alla mancanza di requisiti omogenei. “È come chiudere il cancello dopo aver illuminato la strada e apparecchiato il banchetto”, è la considerazione di Giorlandino.

All’interno di questo contesto, Uap pone l’attenzione sul pericolo di un doppio standard, sottolineando la necessità di comprendere e definire che tipo di struttura debba essere una farmacia. “Se deve essere un presidio sanitario, allora deve rispettare integralmente le regole della sanità – ha spiegato – Se invece è una piattaforma commerciale finanziata anche con risorse pubbliche, non ci si può scandalizzare quando il mercato ne calcola il rendimento”.

L’avvertimento di Giorlandino, infine, è quello di evitare che la ricerca di una sanità di prossimità si trasformi in una grande economica che di rassicurante ha solamente il nome.

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