domenica 30 Agosto 2026
Marine Le Pen ph Ansa

Marine Le Pen in testa ai sondaggi nonostante la condanna per appropriazione indebita

La leader di Rassemblement National annuncia la sua candidatura per le presidenziali. La Cassazione: «Faremo di tutto per esprimerci prima del voto»

Di Maria Vittoria Ciocci
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La di è stata condannata dalla Corte d’appello di Parigi a tre anni di reclusione e un anno di sorveglianza con il per appropriazione indebita di pubblici. Questo non ha però influenzato negativamente i sondaggi. Secondo le rilevazioni dell’Istituto Ifop, per l’emittente LCI e per il giornale Le Figaro, se i francesi votassero oggi il partito raccoglierebbe il 36% delle preferenze nel primo round elettorale. Un risultato che la vede largamente in testa rispetto suoi . E sembra che Le Pen lo avesse previsto, dato che poco prima su Tf1 aveva confermato l’intenzione di candidarsi comunque alle presidenziali del 2027.

Secondo Le Figaro, si tratta di un «grande rischio». La leader di Rassemblement National ha annunciato il ricorso in Cassazione, ma non è detto che questo annulli il verdetto della Corte d’appello. «Se il suo ricorso in Cassazione verrà rapidamente respinto, la sua pena diventerebbe esecutiva e l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico si imporrebbe», riflette il quotidiano francese, aggiungendo che comunque «condurre la campagna elettorale riconoscendo la propria colpevolezza sarebbe stato incompatibile con la sua postura politica». Diventa quindi una «questione di principio» per Le Pen, che per tre volte ha tentato la corsa all’Eliseo.

A ogni modo, la Corte di Cassazione ha anticipato che «farà di tutto» per esprimere il suo parere sul ricorso prima delle presidenziali, che si terranno tra il e il 2 2027. Il procuratore generale Remi Heitz, interpellato dall’emittente radiofonica «France Inter», ha chiarito: «È un impegno che abbiamo assunto. Le nostre decisioni e le nostre scelte non possono avere conseguenze politiche, ma noi non prendiamo decisioni sulla base dei criteri politici». Ha quindi concluso: «Agiamo con imparzialità e neutralità».

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