(Adnkronos) – Dopodomani la Commissione Europea presenterà “tre proposte” legislative sulla revisione dell’Ets, Emissions Trading System, il sistema Ue che serve a dare un prezzo alle emissioni climalteranti. Lo ha spiegato durante una conferenza stampa a Bruxelles il responsabile per l’Ambiente del gruppo del Ppe al Parlamento Europeo, Peter Liese (Cdu/Csu).
L’Ets, ricorda Liese, è un tema apparentemente molto tecnico, ma il sistema ha un impatto sulle emissioni che è pari a “venticinque volte” quello dei limiti alle emissioni posti dall’Ue agli autoveicoli, che ottengono molta più attenzione. Quando entrerà in vigore l’Ets 2, che riguarda anche il riscaldamento e i carburanti, è probabile che sarà sulla bocca di tutti, esattamente come è accaduto allo spread Btp-Bund all’inizio del secondo decennio di questo secolo.
Venerdì la Commissione presenterà anzitutto, come previsto dalla legislazione vigente, una revisione obbligatoria dell’Ets, cosa che andava fatta “entro la fine di questo mese”, quindi è giunto il momento di presentarla. Oltre alla revisione, ci saranno altre “due proposte”. La prima riguarda l’Mrv (Monitoring, Reporting and Verification, ndr) per il trasporto marittimo, una proposta “molto tecnica”, volta ad allineare le decisioni che le istituzioni prenderanno quando modificheranno l’Ets per il trasporto marittimo.
Il fatto è che l’Mrv è sempre stato un regolamento, mentre l’Ets è una direttiva: per questo che il servizio giuridico della Commissione ha deciso che sono necessarie due proposte separate. Quindi, “politicamente, questo Mrv non è così interessante”. La terza proposta, invece, riguarda i parametri di riferimento.
La Commissione e gli esperti degli Stati membri del Comitato sui cambiamenti climatici hanno redatto un atto di attuazione sui parametri di riferimento, che determina le quote gratuite per i diversi settori produttivi soggetti all’Ets. “Ci sono state molte lamentele – ricorda Liese – sul fatto che non sarebbero abbastanza generosi, che l’industria non riceverà abbastanza quote gratuite”. Tuttavia, la Commissione e gli Stati membri “non potevano fare diversamente, secondo la direttiva esistente”.
Ecco perché, spiega ancora Liese, alcuni commissari e gli Stati membri hanno proposto l’idea di una cosiddetta “soluzione rapida”. Quindi una proposta legislativa separata serve a modificare “immediatamente” la base giuridica per i benchmark. Tutta la revisione sarà valida solo dopo il 2030. A partire dal 2031 “vedremo molti cambiamenti nell’Ets, ma prima del 2031 ci saranno le stesse regole di adesso”.
Tuttavia, per i benchmark ci sarà una proposta mirata, il che significa che “dobbiamo affrontarla molto rapidamente”. E ieri i coordinatori della commissione Envi hanno deciso in linea di principio che “potrebbe essere soggetta a una procedura d’urgenza in Parlamento”.
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