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sabato 18 Aprile, 2026
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Olimpiadi Milano-Cortina, lo sfruttamento dei lavoratori olimpici

Dietro le Olimpiadi invernali turni da 12 ore, paghe da 8 euro e licenziamenti via WhatsApp

Da Alessandro Marotta
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Dietro il palcoscenico delle Olimpiadi invernali si nasconde una storia molto diversa da quella raccontata sul podio. I sindacati denunciano sfruttamento sistematico. I lavoratori delle Olimpiadi di Milano Cortina avrebbero subito turni massacranti, paghe irrisorie e licenziamenti senza preavviso. I segretari generali trentini di Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno presentato un quadro allarmante sul personale in appalto.

Turni da 12 ore al gelo per 8 euro netti

Molti giovani, arrivati da tutta Italia, hanno lavorato 12 ore al giorno all’aperto per soli 8 euro netti l’ora — una cifra che includeva già tredicesima, quattordicesima e ROL. In quattro settimane di lavoro, alcuni addetti hanno ottenuto appena due giorni di riposo. Nei giorni di inattività, la retribuzione scendeva a 48 euro per alcune mansioni.

Licenziamenti via WhatsApp e reclutamento opaco

La mancanza di trasparenza inizia dal reclutamento. Società come One Group hanno cercato personale attraverso annunci sui social e gestito tutto tramite gruppi WhatsApp, senza mai chiarire le tipologie di contratto. Il risultato: molti dipendenti hanno scoperto il proprio licenziamento con un semplice messaggio. Nessuna giustificazione, nessun confronto. A tutto questo si aggiunge una grande disorganizzazione logistica, tra traslochi dell’ultimo minuto, alloggi cambiati più volte e tragitti per raggiungere il posto di lavoro più lunghi e mai retribuiti.

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Generata con AI

 

Ispettori in arrivo: panico e liberatorie false

Quando gli ispettori del lavoro raggiungono le sedi olimpiche, scatta l’allarme. I responsabili ordinano ai dipendenti di tacere o di alterare le dichiarazioni sulle condizioni contrattuali reali. Nelle 24 ore precedenti ai controlli, molti lavoratori firmano liberatorie false dove attestano regolarità delle pause e ricezione dei dispositivi di protezione dal freddo. La realtà però sembra essere opposta. Per settimane i dipendenti lavorano all’aperto con i propri indumenti da neve. Giacche, scaldacolli e materiale termico arrivano solo con ritardo. I corsi obbligatori sulla sicurezza, invece, non vengono mai effettuati.

Il Codice Etico violato

Tutto questo viola apertamente il protocollo d’intesa tra le parti sociali e la Fondazione Milano Cortina, nato per garantire condizioni di lavoro dignitose durante i Giochi. L’articolo 8 del Codice Etico promette i migliori standard internazionali per tutelare salute e sicurezza. I fatti smentiscono ogni promessa. Le aziende appaltatrici ignorano le richieste di confronto sindacale. I lavoratori, tenuti all’oscuro sui propri contratti, non riescono a far valere i propri diritti. A meno di due settimane all’inizio delle Paralimpiadi, i sindacati chiedono un cambio di rotta immediato.

A cura di Alessandro Marotta

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