mercoledì 15 Luglio 2026

Inchiesta arbitri, la procura di Milano indaga l’Inter e la archivia: cosa cambia per Rocchi

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – La procura di Milano mette un punto all’inchiesta sugli arbitri, si ricompatta – dopo le tensioni delle ultime settimane – e definisce i due filoni dell’indagine nata due estati fatta e diventata nota solo lo scorso . Per il presunto sistema di condizionamento delle designazioni arbitrali il pubblico ministero Maurizio Ascione, da domani in forza alla Procura europea, affiancato (solo dallo scorso giugno) dall’aggiunto Paolo Ielo ha chiesto l’archiviazione, mentre la parte che riguarda le ipotetiche bussate alla sala Var della serie A a Lissone, in Brianza, è stata stralciata ed è stata trasmessa alla Procura di competente per territorio.  

Cinque in tutto gli indagati nell’indagine sugli arbitri: il designatore (autosospeso) Gianluca Rocchi, il supervisore (autosospeso) Andrea Gervasoni e l’assistente Daniele Paterna, oltre due assistenti alla sala Var, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. In particolare, Rocchi è accusato del reato di frode sportiva in concorso con appartenenti all’Inter. Le partite finite nel mirino della procura sono quattro match e due presunte ‘bussate’.  

Gli atti dell’inchiesta milanese finiranno anche alla sportiva Procura federale della e Procura generale dello presso il Coni e anche alla Commissione parlamentare intenzionata a verificare eventuali infiltrazioni o legami con la criminalità organizzata. 

C’è poi un’altra novità. L’Inter risulta indagata nell’inchiesta milanese sugli arbitri per la legge 231 sulla responsabilità degli enti, ma la Procura di Milano ha proceduto all’archiviazione come diretta conseguenza dell’esclusione del reato presupposto. E’ quanto emerge nell’indagine sulle presunte pressioni che il disegnatore arbitrale Gianluca Rocchi avrebbe subito – secondo l’ipotesi accusatoria che non ha trovato elementi sufficienti a sostegno – dalla società nerazzurra. La procura ha ricostruito la sussistenza storica dei fatti, ma ritiene che si tratta di interferenze e non di frode sportiva, l’accusa che aveva portato all’iscrizione di Rocchi. La decisione della Procura non pas
sa da un , solo la procura generale di Milano potrebbe sollevare delle richieste. 

Se per la Procura di Milano non non c’è reato, ora spetta ai magistrati di Monza e alla giustizia sportiva valutare se gli atti raccolti nell’inchiesta sul mondo arbitrale e sull’Inter (già archiviata) possano fornire ulteriori risvolti. Nel comunicato firmato dal procuratore Marcello Viola si parla di “interferenze” nelle designazioni, ma non di “sistema strutturato”, cioè manca la prova che si sia inciso sulla regolarità delle gare finite sotto i riflettori.  

La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione del designatore (autosospeso) Gianluca Rocchi e ora sarà la giudice per le indagini preliminari Giulia Marozzi a decidere se mettere la parola fine, mentre la società Inter è già archiviata e a chiedere approfondimenti su questo potrebbe essere (in teoria) solo la Procura generale. Se Milano si spoglia della parte principlae dell’inchiesta, cioè le presunte designazioni pilotate per favorire i nerazzurri, nel capoluogo lombardo resta l’altro indagato Daniele Paterna, che risponde di false informazioni al pm: in un ormai noto, l’assistente al Var si vede girarsi e chiedere a chi bussava “E’ rigore?”, durante il match Udinese-Parma giocato il primo marzo del 2025.  

A Monza, competente per territorio, finisce invece il filone d’indagine sulle presunte ‘bussate’ alla sala Var di Lissone. Due gli episodi contestati e quattro in tutto gli indagati: oltre a Rocchi, il supervisore (autosospeso) Andrea Gervasoni e i due assistenti alla sala Var, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca. L’intero fascicolo del pubblico ministero di Milano Maurizio Ascione che dall’estate del 2024 ha lavorato da solo all’inchiesta è finito anche nelle mani della giustizia sportiva: la Procura meneghina “ha trasmesso copia degli atti sia alla Procura federale della Figc” guidata da Giuseppe Chinè, “sia al Coni – Procura generale dello sport”. 

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