Il governo proroga fino al 3 luglio 2026 il taglio delle accise sui carburanti, ma riduce ulteriormente lo sconto sul gasolio. La misura, pubblicata in Gazzetta Ufficiale e finanziata con 149,4 milioni di euro provenienti dall’extragettito Iva, evita per ora la fine degli aiuti contro il caro energia, ma scatena le proteste delle associazioni dei consumatori, che parlano di una nuova stangata per milioni di automobilisti.
Dimezzato per la seconda volta lo sconto sul diesel
Il decreto firmato dai ministeri dell’Economia e dell’Ambiente conferma il bonus sulla benzina, mantenendo il taglio di 5 centesimi al litro che, considerando l’Iva, si traduce in un risparmio effettivo di poco superiore ai 6 centesimi.
Diverso il discorso per il gasolio. Lo sconto viene infatti dimezzato, passando da 10 a 5 centesimi al litro; inizialmente lo sconto era di 20 centesimi al litro. In termini reali, tenuto conto dell’Iva, il beneficio per chi farà rifornimento scenderà da circa 12,2 a 6,1 centesimi al litro. Le nuove condizioni entreranno in vigore da domenica 7 giugno.
Urso difende la scelta
Da Rapallo, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha rivendicato la strategia dell’esecutivo, spiegando che l’obiettivo della rimodulazione del taglio delle accise resta quello di contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi energetici senza compromettere i conti pubblici.
Secondo Urso, le risorse disponibili vengono impiegate per mantenere una riduzione delle accise “modulare”, in grado di sostenere famiglie e imprese e al tempo stesso limitare gli effetti inflazionistici. Il ministro ha inoltre sottolineato che i prezzi dei carburanti sarebbero in calo rispetto ai picchi delle settimane precedenti e ha ribadito la linea della “prudenza e della cautela” adottata dal governo.
Consumatori all’attacco
Le associazioni dei consumatori hanno reagito duramente.
L’Unione Nazionale Consumatori definisce il provvedimento un “autogol” proprio mentre l’inflazione energetica torna a scaricarsi sui prezzi al consumo. «Una decisione assurda considerato che oggi il gasolio si paga ancora 2,072 euro in autostrada. Il che vuol dire che da domani varcherà nuovamente la soglia di 2,1 euro al litro, arrivando a 2,133 euro, pari ad un aggravio di 3 euro e 5 centesimi per un solo rifornimento di 50 litri» dice il presidente Massimiliano Dona.
Sulla stessa linea il Codacons, secondo cui la riduzione dello sconto da 10 a 5 centesimi comporterà per gli automobilisti italiani una spesa supplementare di circa 17 milioni di euro a settimana. Il conto diventa ancora più pesante se confrontato con il taglio originario di 20 centesimi introdotto a marzo: in quel caso, secondo il Codacons, la maggiore spesa supererebbe i 50 milioni di euro ogni sette giorni.
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