venerdì 14 Agosto 2026

Andrea Pennacchioli firma ‘Verosimile’: quando il plausibile batte la verità

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – La realtà è diventata terreno di manipolazione, spettacolo e consenso emotivo. Il vero e il verosimile si confondono. I di una notizia certa, confermata e verificata, sono sempre più labili. E’ da qui che Andrea Pennacchioli, giornalista e autore televisivo, inizia il suo saggio ‘Verosimile. Perché non sai più distinguere i fatti dalle bugie (e non è colpa tua)’ sugli scaffali dal 19 con Paesi Edizioni. Una riflessione ad ampio raggio in cui Pennacchioli, che lavora al TgLa7 ed è tra i conduttori di Omnibus, storico talk show mattutino della rete, propone di fatto un lucido e spietato dentro la grande trasformazione del dibattito pubblico contemporaneo e della comunicazione stessa. Un itinerario che si muove dalle bufale spacciate per verità all’incredibile ritorno di Trump, dal potere dei tecnocrati alla debolezza della politica, fino alla polarizzazione prodotta dai social network e dall’intelligenza artificiale. 

“Le bufale di Stato – scrive nella prefazione Enrico Mentana, del Tg La7 – non possono resistere, quelle messe in circolo dal basso . E non solo da quando esiste il web: da più di cent’anni gli antisemiti di tutto il mondo compulsano ed esibiscono i Protocolli dei Savi di Sion, creati dalla polizia segreta zarista. Mentre sono assolutamente di oggi – e sono di guerra vere e proprie – le costruzioni a uso social di finte immagini che vorrebbero dimostrare, ad esempio, che mentre la popolazione ucraina resiste e gli vanno al massacro contro i russi, la di Zelensky gira per negozi e case di moda a Parigi spendendo una fortuna, documentata da false fatture e inesistenti assistenti. In molti continueranno a crederci – prosegue Mentana – e lo faranno a lungo. Perché siamo entrati nell’era del fake inaffondabile perché verosimile, del bluff che resiste allo smascheramento, degli alternative facts, i ‘fatti alternativi’ ossia il vero grande brevetto trumpiano nella comunicazione politica: io dico questo, tu mi provi che non è vero, e io continuo a dire che è vero, come si fa per le opinioni. Ognuno si tiene la sua. Di tutto questo e altro parla il lavoro di Andrea Pennacchioli che state per leggere, e che costituisce, almeno per tutti noi della vecchia guardia novecentesca, una sfida a capire e contrastare una deriva intellettuale e tecnologica che l’Intelligenza Artificiale renderà ancora più profonda e pericolosa”.  

Pennacchioli racconta quindi come la realtà sia diventata terreno di manipolazione, spettacolo e consenso emotivo in un’epoca in cui fatti obiettivi sembrano contare sempre meno rispetto alle convinzioni personali. Al centro del volume c’è una domanda cruciale per la democrazia contemporanea: che cosa resta del dibattito pubblico quando il confine tra vero e falso si dissolve? Pennacchioli osserva il ruolo degli algoritmi, delle piattaforme digitali e dell’intelligenza artificiale nella costruzione di nuove bolle informative, capaci di deformare la percezione della realtà e trasformare ogni tema, dalle tasse al clima, dall’immigrazione alla guerra , in un campo di battaglia identitario. 

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