lunedì 28 Settembre 2026

Apple rimborsa 250 milioni agli utenti per la mancata IA su Siri

Di La Sintesi Online
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() – Apple ha accettato di versare 250 milioni di dollari per porre fine a una controversia negli Stati Uniti che l’accusava di aver indotto in errore i consumatori riguardo alla reale implementazione delle funzioni di intelligenza artificiale. L’accordo, destinato a risolvere una class action avviata negli Stati Uniti, riguarda gli utenti che hanno acquistato un modello della gamma 16 o un iPhone 15 Pro tra il 10 giugno 2024 e il 29 marzo 2025. Per ogni dispositivo idoneo, i richiedenti potranno ricevere un indennizzo di circa 25 dollari, cifra che potrebbe tuttavia variare tra i 95 e i 10 dollari a seconda del volume totale delle presentate e delle spese legali correlate. 

La disputa è nata dalla percezione di una discrepanza tra la narrativa pubblicitaria e l’effettiva offerta tecnologica al momento del lancio. Secondo l’accusa, le campagne marketing avrebbero generato l’aspettativa che Apple Intelligence fosse una componente pronta all’uso, mentre i prodotti giunti sul presentavano inizialmente versioni estremamente ridotte o del tutto prive di tali capacità. La promozione dell’iPhone 16 come dispositivo “costruito per l’intelligenza artificiale” si è scontrata con un rilascio graduale e frammentato nel tempo, che ha visto arrivare funzioni come Image Playground o l’ di solo dopo diversi mesi, mentre la versione potenziata di Siri ha subito ulteriori rinvii. 

Nonostante il pagamento della somma pattuita, la ha negato ogni o illecito, inquadrando la decisione come una mossa strategica per evitare le distrazioni e i costi di un lungo processo. La vicenda aveva già spinto le autorità di pubblicitaria a raccomandare la modifica dei messaggi promozionali sul sito ufficiale e aveva portato al ritiro di alcuni spot televisivi. In una nota ufficiale, l’azienda ha ribadito il proprio impegno nell’innovazione, sottolineando come decine di strumenti siano già stati integrati nelle piattaforme operative, ma l’episodio evidenzia la complessità di gestire le promesse del marketing a fronte dei tempi tecnici richiesti dallo sviluppo software. 

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