venerdì 14 Agosto 2026

Arianna Fontana: “futuro? Tutte le porte aperte, se vado avanti deve esserci una forte spinta”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Dopo tutto questo tempo non era scontato non solo gareggiare, ma conquistare tre medaglie. Questo dimostra che le scelte e la preparazione svolta in vista dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026, mi hanno dato ragione. La medaglia più sofferta è stata quella nei 500 metri, da sempre la mia gara preferita. Quando ho tagliato il traguardo ero proprio felice ripensando al percorso fatto per arrivare lì: quel ha ripagato i miei sforzi, quelli di Anthony e di tutto lo “. Lo spiega, con addosso i 14 sigilli delle sue imprese, Arianna Fontana, l’unica italiana a livello invernale ed estivo, che può vantare questo di 14 medaglie olimpiche. Proprio per questo, Dao , che sostiene l’atleta dal 2012, ha celebrato gli ultimi podi dai cinque cerchi con alcuni scatti esclusivi. La campionessa di short track, doppia portabandiera nella cerimonia inaugurale di Pyeongchang 2018 e di Milano-Cortina 2026 (allo Stadio San Siro con Federico Pellegrino), a venti anni di distanza da Torino 2006 è tornata sul podio. La valtellinese, classe 1990, ci è riuscita altre tre volte (oro nella staffetta mista, doppio argento nei 500 mt e nella staffetta femminile) superando, il primato di 13 detenuto dall’ e compianto schermidore Edoardo Mangiarotti.  

Quel pezzo di metallo, che sia d’oro, d’argento o di bronzo, è testimone della storia della pattinatrice, ma dietro una grande atleta ‘è infatti un team sempre pronto a lavorare per fare il massimo. Nel suo caso, si tratta di un allenatore, Anthony Lobello, che prima ancora è il compagno e marito: “Nella stagione olimpica non conta quanto tu sia stanco, bisogna curare ogni singolo aspetto. Nel nostro rapporto -continua il tecnico- il lavoro in pista è forse la cosa più facile, alla fine abbiamo gli stessi obiettivi con una prospettiva diversa. Il più è l’organizzazione del resto, trovare del tempo per la componente personale ed adattarsi. Abbiamo lavorato tantissimo sulle lame dei pattini: è come la sensazione che provano i piloti in Formula Uno, è soggettivo e su misura. Otto anni fa, abbiamo ridisegnato le lame da zero e anche dopo Pechino abbiamo rivisto tutto, curando la manifattura e ogni elemento. Quello è il nostro punto di forza, la cosa importante è essere sicuri delle proprie attrezzature”. 

Ora, Fontana, che non prenderà parte ai (in programma da oggi fino al 15 marzo), sta valutando ogni possibile scelta sul . “Voglio lasciare tutte le porte aperte, inclusa l’ipotesi di continuare. Non mi sono data limiti di tempo: fisicamente so che potrei farcela, ma devo trovare la motivazione. Prima di Milano-Cortina volevo fare qualcosa di speciale per l’ e per lo sport, gareggiando nella doppia disciplina (pista lunga e short track, ndr). Poi, l’infortunio mi ha destabilizzato e non sono riuscita a ricalibrare tutto il lavoro. Se vado avanti deve esserci una forte spinta”. Più che pensare al domani, Fontana riprenderà in mano quel famoso filo e cercherà di viversi il momento, per una volta, senza inseguire nessuno. 

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