(Adnkronos) – Beatrice Venezi rompe il silenzio il giorno dopo il suo licenziamento dal Teatro La Fenice. “Sono stata offesa e bullizzata dagli orchestrali negli ultimi mesi” rivela la direttrice d’orchestra in una nota , sostenendo di “non aver mai mancato di rispetto a lavoratori di nessun teatro”. “Prendo atto della dichiarazione del sovrintendente e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno” aggiunge.
L’istituzione veneziana ha interrotto, infatti, ogni futura collaborazione con la 36enne maestra lucchese, che lo scorso 22 settembre era stata designata direttrice musicale a partire dal 1° ottobre 2026. Un comunicato, inviato all’Adnkronos dal giornalista Aldo Belli, capo ufficio stampa di Beatrice Venezi, precisa che “solo successivamente” alla comunicazione pubblica di Colabianchi, l’artista “ha ricevuto una lettera formale di risoluzione della nomina” e che l’interessata “si astiene da ogni commento sull’eleganza della forma”.
La nota diffusa da Venezi sottolinea che è “evidente che le dichiarazioni rese dal maestro Venezi al quotidiano argentino ‘La Nacion’ il 23 aprile scorso” – quelle in cui si accusava di nepotismo l’orchestra e che hanno innescato la reazione di Colabianchi – “avrebbero dovuto essere lette nel contesto dell’intervista e non distorte e strumentalizzate. E’ stata dichiarata una idea specifica e circostanziata che non poteva essere travisata”.
“Mai sono mancata e mai mancherò di rispetto ai lavoratori di nessun teatro – dichiara Beatrice Venezi – a differenza di quanto invece ho ricevuto dai lavoratori de La Fenice negli ultimi otto mesi, che mi hanno costantemente e sistematicamente diffamata, calunniata, offesa e bullizzata, su social, giornali, tv in Italia e in tutto il mondo, con l’intento dichiarato di danneggiare la mia immagine professionale e conseguentemente la mia carriera”.
La nota inviata all’Adnkronos ricorda che a tal proposito è “sufficiente scorrere la cronaca italiana e non solo dalla fine del 2025 per constatare la reiterata comunicazione lesiva del ‘rispetto’ dovuto al maestro Venezi”. “In Italia essere giovane è un handicap e, poi, donna un aggravante. Il mio è il successo di una ragazza di provincia che si è fatta da sola. E questo non piace alla Casta”, conclude Venezi. (di Paolo Martini)
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