Il pieno torna a pesare. Non serve fare molti conti: basta guardare i cartelloni dei distributori per capire che qualcosa sta cambiando. Dal 2 maggio la benzina riprende a correre, spinta da una scelta precisa del governo.
Il nuovo sconto deciso dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni resterà in vigore fino al 23 maggio, ma introduce una differenza netta tra i due carburanti. Il taglio sul diesel resta di 20 centesimi al litro, mentre quello sulla benzina scende a poco più di 6 centesimi. Una riduzione forte rispetto al precedente sconto di 24,4 centesimi applicato fino all’1 maggio.
La conseguenza è chiara: il prezzo della verde sale. Il rincaro stimato è di circa 18,3 centesimi al litro. I listini, già da inizio maggio, si avvicinano alla soglia dei 2 euro sia per benzina sia per gasolio. Un allineamento che cancella il divario visto nelle ultime settimane.
La scelta del governo nasce dalla differenza di prezzo tra i due carburanti. Il diesel viaggia sopra i 2 euro al litro, mentre la benzina era scesa intorno a 1,75. Da qui la decisione di concentrare lo sconto sul gasolio. Una mossa che però si traduce in un aumento diretto per chi usa la benzina. Il rialzo potrebbe non essere immediato in tutte le stazioni. Le compagnie acquistano il carburante con anticipo e questo rallenta gli effetti dei nuovi prezzi. Ma la tendenza resta chiara, anche perché il costo del petrolio continua a muoversi su livelli alti, vicino ai 110 dollari al barile per il Brent. Le tensioni nello Stretto di Hormuz tengono il mercato sotto pressione.
Sul territorio le differenze restano. La Provincia di Bolzano si conferma tra le più care, con prezzi vicini a 1,97 euro al litro. Seguono Basilicata, Calabria, Molise e Puglia. Più contenuti i listini in Marche, Piemonte e Lombardia, con qualche centesimo in meno.
Leggi anche: Trump: “Forse è meglio non raggiungere alcun accordo l’Iran”
Seguite La Sintesi sui nostri social!
