A Marghera (Venezia), luogo iconico dell’industria italiana, si è svolta la manifestazione nazionale che Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato per il Primo maggio.
Landini: dal decreto lavoro nessun vantaggio per lavoratori
Se per Maurizio Landini (Cgil) il provvedimento ”non dà un euro ai lavoratori. Ho trovato singolare che parlino di un Decreto lavoro nel primo maggio, festa del lavoro, e poi 960 euro vanno all’impresa ma ai lavoratori da domani non cambia nulla”. Daniela Fumarola (Cisl) e Pierpaolo Bombardieri (Uil) si sono detti soddisfatti per il riconoscimento della contrattazione di qualità e del salario dignitoso. Non sono mancati i riferimenti alla cronaca recente, come il caso dei licenziamenti via WhatsApp di 37 lavoratori perché sostituiti dall’intelligenza artificiale, avvenuto proprio a Marghera. L’occasione è servita a ribadire che l’innovazione tecnologica ha bisogno di nuove tutele.
L’intervento della Premier
Sulle celebrazioni della giornata è intervenuta anche la premier Giorgia Meloni, definendo la ricorrenza come ”la festa di chi, con impegno e sacrificio, manda avanti l’Italia’‘. La Presidente del Consiglio ha rivendicato l’operato del Governo, sottolineando che il lavoro si difende con ”misure concrete e non con la propaganda”. Meloni ha citato i dati positivi sull’occupazione e i recenti interventi su sicurezza, incentivi e taglio del cuneo fiscale, ribadendo l’impegno nel contrasto a ogni forma di sfruttamento, incluso il ”caporalato digitale”. Tuttavia, la narrazione della Premier si è scontrata con la realtà descritta dal palco di Marghera. Per i sindacati, la misura non è sufficiente a coprire la situazione dei salari causata dall’inflazione e la crisi.
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