La situazione dei conti pubblici accende lo scontro politico. Dopo una lunga trattativa con i tecnici del Mef, il centrodestra ha inserito nella risoluzione sul Documento di finanza pubblica un passaggio chiave: la possibilità di attivare clausole di salvaguardia e aprire un confronto con l’Unione europea per il riconoscimento di una situazione eccezionale. In concreto, il governo punta a ottenere una sospensione del Patto di stabilità per tutti i Paesi Ue o, in alternativa, margini per deviare dal percorso di spesa concordato, soprattutto per far fronte al caro energia.
Il testo è passato alla Camera con 180 voti favorevoli, 97 contrari e 4 astenuti. Al Senato via libera con 96 sì e 60 no. Numeri che certificano la tenuta della maggioranza, ma non spengono le critiche. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti mette subito il punto: “Un Paese indebitato non è totalmente libero”. Da qui la linea del governo, che punta a tenere i conti sotto controllo chiedendo allo stesso tempo più flessibilità in Europa.
Dal Partito democratico arriva un attacco frontale. Il capogruppo al Senato Francesco Boccia sostiene che il documento “dimostra che Meloni e Giorgetti non hanno una strategia” e denuncia una gestione opaca dei conti: “Il fallimento del governo Meloni non è un decimale in più o in meno sul deficit. È l’assenza totale di una strategia per la crescita”. Nel mirino anche il ruolo del Parlamento: “È stato sistematicamente posto in una condizione di marginalità”.
Sulla stessa linea il Movimento 5 Stelle. La senatrice Dolores Bevilacqua attacca il governo sul costo della vita: “Meloni ha svuotato il carrello della spesa degli italiani”. E accusa l’esecutivo di aver trasformato le risorse del Pnrr in stagnazione: “Tagli indiscriminati, salari al palo, vertenze industriali in aumento”.
Ancora più netto Angelo Bonelli di Avs, che parla di “politiche di austerità mascherate da propaganda” e accusa: “Avete tolto dignità agli italiani”. Nel mirino anche le scelte su banche ed energia, mentre “i vostri conti non tornano”. Chiude il fronte delle critiche Matteo Renzi, che punge il ministro dell’Economia: “Vi hanno rimasto solo anche i tecnici, perché avete fatto male il conto”. E accusa la maggioranza di inseguire l’austerità.
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