lunedì 26 Ottobre 2026
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Caldo africano verso la fine: ciclone atlantico e forti temporali

Tra il 9 e l’11 settembre una perturbazione atlantica potrebbe spezzare la nuova fase di caldo, con temperature in calo fino a 10 gradi al Centro-Nord e il rischio di temporali localmente molto intensi

Di Redazione
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L’Italia si prepara a un nuovo cambio di scenario meteorologico dopo gli ultimi giorni caratterizzati da temperature elevate, afa e una nuova dell’anticiclone africano. Le previsioni indicano infatti una possibile svolta tra il 9 e l’11 settembre, quando una perturbazione proveniente dall’Atlantico potrebbe raggiungere la Penisola e interrompere la fase di caldo anomalo. Secondo le indicazioni diffuse dal meteorologo Mario Giuliacci, il cambiamento potrebbe risultare particolarmente evidente al Centro-Nord, dove i termometri potrebbero perdere anche 10 gradi rispetto valori attuali.

Prima della svolta, però, l’Italia dovrà affrontare ancora alcuni giorni di caldo intenso. L’anticiclone africano continuerà infatti a mantenere condizioni estive su gran parte del territorio, con valori massimi generalmente compresi tra 34 e 35 gradi e punte prossime ai 37-38 gradi in alcune aree. Emilia-Romagna, Puglia, Materano, ionica e le principali isole potranno registrare i valori più elevati. L’umidità aumenterà inoltre la sensazione di calore, rendendo particolarmente pesanti le ore centrali della giornata.

Gli ultimi giorni dell’anticiclone africano

La fase calda non dovrebbe quindi concludersi nell’immediato. Le attuali proiezioni indicano ancora diversi giorni caratterizzati da condizioni tipicamente estive, prima dell’arrivo di correnti più fresche dall’Atlantico. Il passaggio dalla massa d’ calda a quella più fresca potrebbe creare un forte contrasto termico, soprattutto nelle zone dove il caldo avrà accumulato maggiore energia nell’atmosfera.

Proprio questo contrasto rappresenta uno degli aspetti più delicati della prossima evoluzione. L’ingresso dell’aria fresca potrebbe favorire la formazione di temporali anche intensi, con precipitazioni abbondanti, raffiche di vento e grandinate. Il rischio non riguarda soltanto un semplice peggioramento del tempo, ma anche la possibilità di fenomeni localmente violenti. La situazione richiederà quindi attenzione soprattutto nelle aree che vedranno il passaggio più netto tra caldo intenso e aria fresca.

Temperature in picchiata fino a 10 gradi

Il dato più significativo riguarda il possibile calo delle temperature. Le elaborazioni attuali indicano una diminuzione che potrebbe raggiungere 10 gradi al Centro-Nord rispetto ai valori registrati durante la fase più calda. Un cambiamento di questa portata riporterebbe le massime verso valori decisamente più compatibili con la seconda parte di settembre, dopo un periodo caratterizzato da temperature ancora molto elevate.

Il calo non dovrebbe interessare tutte le zone nello stesso momento né con la stessa intensità. La traiettoria della perturbazione atlantica determinerà infatti la distribuzione delle precipitazioni e l’entità del raffreddamento. Le prossime elaborazioni potranno quindi modificare localmente il quadro, soprattutto per quanto riguarda gli accumuli di pioggia e la durata dei temporali.

Temporali intensi e rischio di eventi estremi

Il passaggio della perturbazione potrebbe inoltre generare condizioni favorevoli allo sviluppo di fenomeni temporaleschi particolarmente energici. Grandinate, nubifragi e forti raffiche di vento rappresentano i principali elementi da monitorare, soprattutto nelle zone interessate dal contrasto più marcato tra l’aria calda presente sul territorio e quella fresca in arrivo dall’oceano.

Mario Giuliacci ha descritto i possibili temporali con un’espressione particolarmente efficace: «un ‘ bastardi». Il riferimento riguarda proprio la possibile intensità dei fenomeni che potrebbero svilupparsi durante il cambio di massa d’aria. La presenza di molto calore e umidità potrebbe infatti alimentare celle temporalesche capaci di produrre precipitazioni intense in tempi relativamente brevi.

In questo contesto, gli invitano a seguire l’evoluzione delle previsioni senza anticipare troppo i dettagli locali. A diversi giorni dall’evento, infatti, la posizione esatta del minimo di pressione e il percorso della perturbazione possono ancora cambiare. La previsione della svolta appare più solida rispetto alla previsione dei singoli fenomeni, mentre la distribuzione precisa di piogge, vento e temporali richiederà aggiornamenti successivi.

Una svolta attesa tra il 9 e l’11 settembre

La indicata dalle attuali proiezioni concentra il possibile cambiamento tra il 9 e l’11 settembre. In quella fase il ciclone atlantico potrebbe raggiungere l’Italia e modificare rapidamente il quadro meteorologico. Dopo gli ultimi giorni dominati dall’anticiclone africano, il passaggio alla nuova configurazione potrebbe quindi risultare molto evidente anche dal punto di vista delle temperature.

Il ritorno di condizioni più fresche non significherà necessariamente la fine definitiva dell’estate. Settembre può ancora proporre nuove fasi anticicloniche e giornate calde, soprattutto al e sulle isole. Tuttavia, l’arrivo della perturbazione rappresenterebbe una netta interruzione dell’attuale fase di caldo intenso e potrebbe riportare il clima verso condizioni più vicine alla stagione autunnale.

Nei prossimi giorni gli aggiornamenti meteorologici permetteranno di capire con maggiore precisione quali regioni riceveranno le precipitazioni più abbondanti e dove il calo termico raggiungerà i valori maggiori. Per ora il quadro indica una sequenza abbastanza chiara: ancora caldo africano, poi l’arrivo dell’aria atlantica, un brusco calo delle temperature e la possibilità di temporali anche violenti. La fase più delicata coinciderà proprio con il passaggio tra le due masse d’aria, quando l’atmosfera potrebbe sviluppare fenomeni localmente intensi.

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