sabato 31 Ottobre 2026

Caro bollette, in aumento i prestiti alle imprese per pagare: i dati Confindustria

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Rallentano gli investimenti in Italia, secondo la Congiuntura flash di luglio dell’ufficio studi di Confindustria, mentre aumentano i prestiti alle imprese, che però li usano per pagare le bollette. “Nonostante l’aumento finora moderato dei tassi (3,67% a maggio, da 3,33% a febbraio), i prestiti alle imprese accelerano (+3,5% annuo); però, sono alimentati dalla domanda di liquidità per le bollette energetiche, meno per investimenti. A maggio si è fermata la della produzione di beni strumentali e nel 2° trimestre sono calate le previsioni di spesa in investimenti”, spiegano gli industriali. 

 

“Inizia male il terzo trimestre. La guerra in Iran è riesplosa a luglio e l’incertezza sui prossimi sviluppi è massima: ne ha risentito subito il del petrolio. Dopo aver già frenato il Pil italiano nel secondo trimestre, gli impatti della guerra si allungano ora anche sul terzo”, quanto si legge ancora.  

L’ resterà alta per un po’ e il canale del credito si sta irrigidendo, spiegano gli industriali. L’industria perde colpi dopo mesi di shock, gli investimenti frenano. I servizi si stabilizzano, grazie al rapido del turismo estero, ma non crescono. 

Intanto “la nuova tra Usa e Iran ha causato una caduta dei transiti di navi per lo (32% a metà luglio). Il prezzo del Brent, perciò, ha ripreso a salire (91 dollari al barile il 21/7), dopo una significativa discesa a giugno (a 72): di nuovo ben sopra i livelli di febbraio (69 in media), sebbene sotto il picco di maggio (104). Anche il prezzo del gas, che non è mai sceso vicino livelli di febbraio (33 euro/Mwh in media), ha virato nuovamente al rialzo (60 euro). 

 

E ancora. Frenata in vista per i consumi. Nel 1° trimestre la quota di risparmio è salita appena (8,0%), mentre il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto di più (+0,8%), dando ossigeno alla domanda. Nel 2°, però, il reddito è stato frenato da prezzi e lieve calo degli occupati (a maggio). Le vendite al dettaglio sono salite poco (+0,1% in volume) e a giugno c’è stato un nuovo calo degli acquisti di auto (-1,5%), scrive Confindustria. 

 

Export ancora in calo, dicono quindi i dati dell’ufficio studi. A maggio l’export di beni diminuisce di -0,4% a prezzi costanti (-2,6% in aprile); nei primi cinque mesi resta comunque in crescita, a un ritmo inferiore alla media di lungo periodo. 

Molto eterogenee le dinamiche geografiche e settoriali: in aumento le vendite verso Svizzera e Cina, sostenute da metalli e farmaci; forte accelerazione verso il (+21,2% tendenziale) nel 1° mese di applicazione dell’Accordo, grazie ai macchinari, oltre ai farmaci; in calo verso Turchia, Spagna, USA. 

 

Rallenta l’industria italiana: a maggio la produzione industriale è diminuita (-0,3%), per la caduta dei beni intermedi (-0,8%) e di (-0,5%), mentre la crescita degli energetici (+4,6%) ha attutito la flessione; la variazione acquisita nel 2° trimestre resta positiva. A giugno il Pmi manifatturiero è sceso, mantenendosi espansivo (52,2 da 52,9): calano le pressioni sui prezzi, ma inizia a scemare la domanda dettata dall’accumulazione di scorte in un contesto molto incerto. 

 

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