Il mercato immobiliare delle isole italiane nella prima metà del 2026 restituisce un quadro che merita attenzione. Acquistare una casa vista mare continua a essere considerato un investimento di prestigio, ma i costi cambiano in modo netto a seconda dell’area geografica. L’ultima analisi di Immobiliare.it Insights, divisione del gruppo dedicata alla data intelligence, mette in evidenza un contesto articolato, segnato da picchi molto elevati e da alcune correzioni nei valori. Dalla graduatoria emerge una distanza enorme tra le località d’eccellenza del Tirreno e le isole del Nord o del Sud.
Capri guida la classifica delle isole più care
In cima alla graduatoria si trova Capri, che anche quest’anno si conferma al primo posto tra i mercati immobiliari italiani. Per comprare un’abitazione sull’isola azzurra servono in media 8.869 euro al metro quadrato. Un dato molto alto che, pur a fronte di una lieve flessione dello 0,4% rispetto al 2021, continua a mantenersi su livelli eccezionali. Il mercato caprese conserva così una solidità esclusiva, restando di fatto alla portata soprattutto di una clientela internazionale con capacità di spesa molto elevata.
Al secondo posto compare Ponza, che conquista la medaglia d’argento nella classifica. Nell’isola laziale, in provincia di Latina, il prezzo medio delle case in vendita si ferma poco sotto i 5.000 euro al metro quadrato. Una quotazione rilevante, ma distante quasi quattromila euro rispetto a quella di Capri. Il forte interesse per le località di mare più esclusive del Centro Italia continua comunque a sostenere una domanda dinamica e valori stabilmente collocati nella fascia alta del mercato nazionale.
La terza posizione è occupata dall’isola d’Elba, protagonista di un sorpasso storico su Ischia. Le abitazioni in vendita sul territorio toscano registrano oggi una media di circa 3.600 euro al metro quadrato. Un risultato che conferma un percorso di crescita consistente, supportato da un aumento dell’8,7% negli ultimi cinque anni. Un andamento che testimonia quanto l’isola dell’arcipelago toscano continui ad attrarre investitori italiani e stranieri sia sul fronte turistico sia su quello residenziale.
Ischia e Procida completano la parte alta della graduatoria
Per trovare la quarta e la quinta posizione bisogna tornare nel Golfo di Napoli, dove Ischia e Procida chiudono la top five. A Ischia, per acquistare un immobile, il budget medio richiesto è di 3.550 euro al metro quadro. Procida segue a distanza minima, con una cifra che si attesta intorno a 3.524 euro al metro quadrato. Le tre isole campane presenti nella zona alta della classifica confermano quindi un appeal commerciale molto forte, pur con differenze evidenti tra un mercato e l’altro.
Guardando invece all’alto Adriatico, il quadro cambia profondamente e mostra valori molto più contenuti insieme a trend storici differenti. A Burano, nota isola della Laguna di Venezia, comprare casa richiede oggi poco più di 2.300 euro al metro quadrato. La località lagunare è anche quella che registra la perdita più marcata dell’intero studio, con un calo del 14,2% rispetto al 2021. Una frenata a doppia cifra che dimostra come il fascino storico non basti sempre a contrastare spopolamento e svalutazione strutturale.
Tra cali e rialzi, cambiano gli equilibri del mercato
La tendenza al ribasso non riguarda soltanto Burano, perché anche altri territori e diversi comuni siciliani mostrano variazioni negative rispetto al passato recente. Il dato peggiore si rileva a Caltanissetta, dove i prezzi negli ultimi cinque anni scendono del 13%. Segno meno anche per Oristano, che perde l’1,4%, e per i mercati di Messina, Agrigento ed Enna, dove le diminuzioni vanno dal 5,5% al 7%. Numeri che confermano la persistente debolezza della domanda locale in una parte del Mezzogiorno insulare.
In altre aree italiane, invece, i capitali immobiliari si orientano con decisione verso mercati in forte crescita. Il rialzo più marcato appartiene a Cagliari, che mette a segno un notevole +28%. Bene anche Palermo, che cresce del 16,1%, e l’Isola della Maddalena, con un aumento del 14,7%. L’analisi si conclude con gli andamenti positivi di Siracusa, a +10,9%, e di Ragusa, che guadagna l’8,3% nell’arco di cinque anni.
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