mercoledì 14 Ottobre 2026

‘Cemento e sangue’, il noir che racconta il volto oscuro del Brasile contemporaneo

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Un cadavere riaffiora dalle acque nere del rio Pinheiros, a San Paolo. È quello di Flávio Bloch, eco- e amico del giornalista Everton Barros. Per la polizia si tratta di un suicidio, ma Everton non è disposto ad accettare una verità tanto sbrigativa. Da questa premessa prende avvio “Cemento e sangue”, il nuovo romanzo di Carlo Calabrò pubblicato da Marsilio nella collana Farfalle (pagine 288, euro 17). 

Ambientato tra la sterminata metropoli brasiliana e l’Amazzonia, il libro intreccia i codici del noir e del politico con una riflessione sul potere contemporaneo. L’indagine del protagonista conduce infatti ben oltre la morte dell’attivista, facendo emergere un sistema in cui politica, finanza, speculazione immobiliare, criminalità organizzata e informazione finiscono per confondersi. 

Accanto al caso Bloch si sviluppano altre due vicende: l’ del costruttore Leonard Zappavigna e la dell’ingegnere svizzero Florian Kaufmann, coinvolto in una rete che lega narcotraffico, interessi economici e sfruttamento dell’Amazzonia. A fare da filo conduttore è Donato Abreu, politico neoliberale in rapida ascesa, volto rassicurante della televisione e promotore di un ambizioso progetto di “privatizzazione sociale”, dove filantropia, edilizia e gestione del disagio diventano strumenti di profitto. Everton Barros conduce la sua inchiesta quasi in solitudine, sostenuto da pochi alleati e da due giovani gelatai improvvisati detective. Più si avvicina alla verità, più scopre che ogni risposta genera nuova e che dietro i singoli delitti si nasconde una macchina del potere capace di proteggere se stessa. 

 

Con un ritmo serrato e una forte tensione narrativa, “Cemento e sangue” richiama la grande tradizione del thriller d’inchiesta, ma la rilegge attraverso le contraddizioni del di oggi. La San Paolo descritta da Calabrò è una città che cresce divorando se stessa, dove il cemento copre fiumi, responsabilità e memoria, mentre concetti come rigenerazione urbana, e sostenibilità vengono trasformati in strumenti di propaganda. 

Più che uno sfondo, il Brasile diventa così il laboratorio delle dinamiche che attraversano molte democrazie contemporanee: la spettacolarizzazione della politica, il sempre più stretto tra interessi economici e istituzioni, la del giornalismo investigativo e il costo umano di un’idea di progresso costruita sull’esclusione. 

Carlo Calabrò, che vive a New York e lavora come giornalista per varie testate, torna al romanzo dopo “Meccanica di un addio” (Marsilio), finalista al Premio Scerbanenco Opera Prima e accolto con favore da critica e lettori. Con “Cemento e sangue” firma un noir civile e letterario che unisce suspense e analisi sociale, ponendo al centro una domanda quanto mai attuale: è ancora possibile raccontare la verità quando il potere sembra aver imparato a trasformarla in ? (di Paolo Martini) 

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