giovedì 13 Agosto 2026

Circo Massimo invaso dai tir per il concerto di Cremonini: l’area archeologica trasformata in un gigantesco parcheggio

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – A pochi giorni dal concerto di Cesare Cremonini al Circo Massimo, esplode la protesta dei residenti dell’Aventino. I comitati di quartiere denunciano che l’area storica è stata trasformata in un maxi parcheggio per tir, destinati all’allestimento degli spettacoli in programma sabato e domenica. 

 

Le fotografie, diffuse dai residenti, mostrano parcheggiati anche nelle zone esterne all’area ufficialmente delimitata come cantiere e spazio concerto, con il Circo Massimo letteralmente invaso dai mezzi pesanti.  

“Dopo essere diventato una piscina a cielo aperto a causa delle , oggi il Circo Massimo si trasforma anche in un gigantesco parcheggio per mezzi pesanti destinati all’allestimento dei “, dice all’Adnkronos il della Lega in Campidoglio Fabrizio Santori. “Una sequenza di immagini che racconta meglio di qualsiasi come viene gestito uno dei luoghi più importanti e delicati della . Nessuno mette in discussione il valore degli eventi e dell’indotto economico che generano. Ma una domanda è inevitabile: quanto può sopportare ancora il Circo Massimo? Quanti mezzi pesanti, quante installazioni, quanti allestimenti e disallestimenti continui possono gravare su un sito archeologico unico al mondo?”.  

 

“È prassi” che i mezzi pesanti accedano all’interno del Circo Massimo per scaricare i materiali necessari per l’allestimento. È quanto apprende l’Adnkronos da della polizia locale di Capitale, dopo le diffuse dai comitati di quartiere dell’Aventino. Inoltre, le stesse fonti sottolineano che è stata inviata “una pattuglia del I Trevi per le verifiche” del caso. 

 

“Dopo essere diventato una piscina a cielo aperto a causa delle piogge, oggi il Circo Massimo si trasforma anche in un gigantesco parcheggio per mezzi pesanti destinati all’allestimento dei concerti” dice all’Adnkronos il capogruppo della Lega in Campidoglio Fabrizio Santori. “Una sequenza di immagini che racconta meglio di qualsiasi slogan come viene gestito uno dei luoghi più importanti e delicati della Capitale. Nessuno mette in discussione il valore degli eventi e dell’indotto economico che generano. Ma una domanda è inevitabile: quanto può sopportare ancora il Circo Massimo? Quanti mezzi pesanti, quante installazioni, quanti allestimenti e disallestimenti continui possono gravare su un sito archeologico unico al mondo?”.  

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