La crisi istituzionale a Varsavia raggiunge il punto di massima gravità e si trasforma in uno strappo senza precedenti per la democrazia polacca. Dall’account X ufficiale della Corte costituzionale è arrivata l’accusa più pesante nei confronti dell’esecutivo guidato dal premier europeista Donald Tusk, bollato apertamente senza mezzi termini: «È un colpo di Stato».
La presa di posizione dell’organo supremo di garanzia è scattata a seguito dell’accerchiamento della sede da parte delle forze di polizia, inviate dal governo per rendere operativa la controversa sospensione del presidente del tribunale, Bogdan Swieczkowski. I rappresentanti della Corte hanno rigettato come del tutto illegittimo l’atto di rimozione siglato dalla giudice Anna Korwin-Piotrowska, ricordando come quest’ultima non abbia mai prestato il dovuto giuramento dinanzi al Presidente della Repubblica.
L’attacco di Nawrocki: «Violato l’ordine costituzionale»
Raggiunto dalla notizia mentre si trovava in volo verso il Senegal per i Giochi Olimpici giovanili, il presidente della Repubblica Karol Nawrocki ha ordinato l’immediata inversione di rotta al proprio aereo per rientrare d’urgenza nella capitale e convocare le consultazioni di crisi al Palazzo presidenziale.
Presentatosi personalmente davanti all’edificio della Corte costituzionale e facendosi strada a forza tra i manifestanti radunati all’esterno, Nawrocki ha espresso una condanna perentoria della linea d’attacco scelta dal primo ministro Tusk: «Siamo di fronte a una minaccia alla sicurezza interna e a una palese violazione dell’ordine costituzionale». Il capo dello Stato ha preteso l’immediato ritiro dei reparti di polizia che cingono il palazzo del tribunale Supremo.
La replica del premier e la pressione internazionale
Dal canto suo, il primo ministro Donald Tusk e il ministro della Giustizia Waldemar Zurek respingono ogni addebito autoritario e difendono l’intervento dell’esecutivo. Tusk ha ribadito che l’azione della polizia e della magistratura è indispensabile per «ripristinare lo stato di diritto» e liberare la magistratura dal controllo politico esercitato dalla destra del PiS dopo la sconfitta elettorale del 2023. Zurek ha inoltre confermato la richiesta di revoca dell’immunità per lo stesso Swieczkowski.
La tensione è esplosa anche nelle strade attigue al tribunale. Centinaia di manifestanti della destra nazionalista si sono scontrati con le forze dell’ordine tentando di abbattere le transenne di contenimento, portando all’arresto di tre persone. Di fronte all’incalzare degli eventi, l’ambasciatore statunitense a Varsavia, Tom Rose, ha lanciato un avviso formale a tutte le parti coinvolte: «Non intraprendete alcuna azione che possa provocare violenza o un’ulteriore escalation. L’ultima cosa di cui la Polonia ha bisogno è uno scontro che degeneri in qualcosa di molto peggio».

