(Adnkronos) – Dai laboratori a cielo aperto dell’agrivoltaico, che con sensori di monitoraggio e pannelli solari sopraelevati fondono energia, apicoltura e agricoltura d’avanguardia, fino alle vette di montagna per studiare il cuore dei ghiacciai in ritirata, Enel mette sempre più l’innovazione al servizio dell’ambiente, coniugando tecnologia e difesa della natura.
L’azienda energetica, infatti, da tempo porta avanti un impegno concreto: investire su progetti che contribuiscono a salvare habitat fragili e specie a rischio su tutto il territorio nazionale, a ridosso dei propri impianti e non solo. Un lavoro che trova nella Giornata mondiale della Terra del 22 aprile un’occasione significativa per mettere in luce risultati e iniziative.
Tra i progetti più recenti e strategici del gruppo guidato da Flavio Cattaneo nel nostro Paese spicca senz’altro il programma INN AgriVoltaico, che rappresenta una delle frontiere più avanzate dell’integrazione tra energia solare, attività agricole e tutela degli ecosistemi. Gli “Agrivoltaic Open Labs”, avviati nel 2023, sono cinque veri e propri laboratori a cielo aperto in cui vengono testate tecnologie fotovoltaiche innovative, sensori di monitoraggio e modelli di coesistenza con colture ad alto valore. In Italia sono già state implementate soluzioni come pannelli fotovoltaici verticali e strutture sopraelevate, che consentono l’utilizzo del suolo anche per attività agricole e zootecniche. Il progetto è in corso anche in Spagna, dove la presenza di impollinatori e la coltivazione di piante aromatiche, stanno dimostrando la piena compatibilità tra impianti energetici e attività agricole e di apicoltura. Il progetto coinvolge università, centri di ricerca e comunità locali.
Accanto all’innovazione agrivoltaica, un altro progetto chiave è quello sviluppato in collaborazione con UNIMONT – Università della Montagna, focalizzato sull’analisi degli effetti del cambiamento climatico nelle aree proglaciali dell’Adamello. Attiva dal 2025, la partnership con Enel unisce competenze scientifiche e industriali per studiare le trasformazioni in atto in uno degli ambienti più sensibili d’Europa. La ricerca si concentra in particolare sulla Conca del Venerocolo, dove lo scioglimento del ghiacciaio dell’Adamello sta modificando profondamente suoli, vegetazione e stabilità dei versanti. L’obiettivo è comprendere in che modo questi cambiamenti possano influire anche sulle infrastrutture idroelettriche presenti nell’area, come dighe e opere idrauliche. Il progetto coinvolge dottorandi, ricercatori e docenti, supportati da Enel non solo dal punto di vista finanziario, ma anche logistico e tecnico, con mezzi e personale che consentono di operare in sicurezza in contesti di alta quota. L’iniziativa ha anche una forte dimensione formativa: Enel mette a disposizione il proprio know-how per attività didattiche, tesi, tirocini e seminari sull’energia idroelettrica, aperti anche al pubblico. A questo si aggiunge una Summer School prevista per il 2026 dedicata ai temi dell’ambiente alpino e della sostenibilità. Un progetto che integra ricerca, formazione e gestione del territorio, contribuendo a migliorare la comprensione dei processi ambientali legati al cambiamento climatico.
Sempre tra i progetti più significativi si inserisce quello dell’area mineraria di Santa Barbara, in Toscana. Un tempo sito estrattivo, oggi rappresenta uno dei più importanti esempi di riqualificazione ambientale in Italia. Su una superficie di circa 1.600 ettari, Enel ha avviato un articolato piano di recupero che ha coinvolto ogni componente dell’ecosistema: dalla morfologia del terreno alla gestione delle acque, fino al ripristino e miglioramento funzionale degli habitat naturali. Sono stati piantati 180 ettari di specie autoctone, mentre la creazione di corridoi ecologici ha consentito il ritorno della fauna selvatica e la connessione tra habitat. L’intervento ha trasformato un’ex area industriale in un ambiente capace di sostenere biodiversità e servizi ecosistemici nel lungo periodo.
La tutela degli ecosistemi acquatici rappresenta un altro pilastro dell’impegno dell’azienda energetica in Italia. Con il progetto Idrolife, attivo nel bacino del fiume Ticino, Enel interviene per salvaguardare specie a rischio come la savetta e il gambero di fiume. Attraverso incubatori per la riproduzione assistita e il rilascio nei corsi d’acqua, il progetto contribuisce a rafforzare le popolazioni locali e a ristabilire l’equilibrio degli habitat fluviali. All’impianto di Creva, invece, l’attenzione è rivolta all’anguilla europea, specie migratoria minacciata. L’installazione di dissuasori luminosi consente di guidare i pesci lontano dalle turbine, riducendo l’impatto delle infrastrutture e garantendo la continuità dei cicli naturali.
In provincia di Viterbo, invece il progetto LIFE Lanner ha portato alla messa in sicurezza delle linee elettriche per proteggere l’avifauna e in particolare il falco lanario, mentre interventi analoghi dedicati alla cicogna bianca prevedono piattaforme di nidificazione e monitoraggi costanti. Importante anche la collaborazione con il mondo associativo. Nei pressi della Riserva naturale delle Saline di Priolo, in Sicilia, Enel ha contribuito alla creazione di una zona umida artificiale e al miglioramento degli habitat per specie come il Cavaliere d’Italia, grazie anche a interventi mirati e monitoraggi costanti.
Accanto ai grandi interventi ambientali, emergono iniziative che uniscono sostenibilità e inclusione sociale. Presso la centrale Torrenord di Civitavecchia è stato realizzato un apiario che favorisce l’impollinazione e quindi la biodiversità, offrendo al tempo stesso opportunità di formazione per persone in difficoltà.
Anche nei contesti urbani la biodiversità trova spazio. A Roma, nella sede di viale Tor di Quinto, il Bee Garden ospita fino a 180mila api mellifere, contribuendo all’impollinazione e alla sensibilizzazione su temi ambientali.
Nel complesso, i progetti italiani raccontano un modello di sostenibilità che va oltre la semplice riduzione delle emissioni. La biodiversità diventa parte integrante delle scelte industriali, influenzando progettazione, gestione e innovazione. In occasione della Giornata mondiale della Terra, l’esperienza italiana del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo dimostra che la transizione energetica può essere anche un’occasione per rigenerare gli ecosistemi e valorizzare il capitale naturale. Un percorso in cui energia e ambiente non sono in contrapposizione, ma parte di una stessa visione: quella di un futuro sostenibile costruito a partire dai territori.
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