domenica 30 Agosto 2026

Di Raimondo (Asstel): “Creare alleanze e strumenti contrattuali adeguati”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – L’organizzazione del lavoro “non può più essere pensata come stabile, ma come un sistema in continua evoluzione”. Per questo è fondamentale costruire “alleanze strutturate tra imprese, sindacati e istituzioni pubbliche, per sviluppare strumenti contrattuali e regolatori adeguati ai nuovi bisogni. L’invecchiamento della popolazione attiva” obbliga a “ripensare la gestione delle carriere lunghe, non più orientate esclusivamente all’uscita dal lavoro, ma alla permanenza sostenibile e alla valorizzazione delle competenze lungo tutto il ciclo professionale”. Parallelamente, è necessario lavorare “sull’attrattività verso i giovani sulla cosiddetta ‘onda di ritorno’: favorire esperienze internazionali per poi creare per il rientro nel sistema produttivo ”. Lo ha detto Laura Di Raimondo, direttrice generale Asstel, partecipando a ‘La cambia la società’ evento organizzato oggi da Adnkronos a Palazzo dell’Informazione a Roma. 

Un esempio di “innovazione dal basso riguarda la conversione del salario in – ha spiegato Di Raimondo – Inoltre, per far fronte al cambiamento delle priorità delle nuove generazioni, in particolare la centralità del tempo rispetto al denaro”, è necessario “un ripensamento profondo delle di gestione delle risorse umane, dei salari e dei modelli di lavoro, perché la competitività futura dipenderà dalla capacità di rispondere a bisogni sempre più individualizzati e non più standardizzati per categorie. Siamo di fronte a una transizione, a una trasformazione che tocca la radicata, non solo nelle nostre imprese, nel nostro sistema industriale, nell’economia, ma del sistema Paese. E questo – ha continuato – ci sta spingendo a ragionare in un modo completamente diverso: oggi non tutte le imprese possono fare un industriale a cinque anni, perché va rivisto ogni 3-6 mesi”. 

Le relazioni industriali sono “strategiche. Un contratto collettivo – ha osservato Di Raimondo – non serve solo a dare una retribuzione seria e di qualità, un lavoro in base alle competenze e la formazione di qualità, ma serve a tutelare il lavoratore nel suo insieme. Dobbiamo ingaggiare le persone superando preconcetti e con interventi stabili: la di fare un figlio è una scelta consapevole che non si gioca è sul singolo bonus one shot, è una scelta di . Va accompagnata non solo la scelta di vita del genitore, ma anche la scelta di vita di quel o di quella bambina che nasce e che deve avere un futuro industriale e lavorativo dentro il suo Paese. E questo – ha concluso – lo possiamo fare solo se facciamo rete tutti insieme”. 

economia

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